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Francesco Fasulo

Ripesco il numero da una chat del liceo e cerco di capire la situazione reale in Ucraina facendo qualche domanda a Gaspoz, un amico delle Superiori con il naso non particolarmente piccolo.

Allora, cosa vedi? “Qui al confine nordest con la Russia è tutto tranquillo, siete più preoccupati voi dall’Italia”.

Gli chiedo se abbia studiato una strategia di fuga e gli giriamo, tramite qualche conoscenza, numeri “celati” della Farnesina. Sembra tranquillo o fa il figo? Due bimbe con una ragazza conosciuta all’estero e la decisione di trasferirsi lì per far nascere la seconda durante la pandemia. Foto di grigliate e libagioni di ogni genere e inusitata tranquillità a ogni domanda preoccupata nella chat del liceo.

23/02/2022 ore 19.17 – “Tranquilli ragazzi – scrive – si chiama al lupo al lupo effect. Non succede niente, Putin è troppo intelligente, non invaderà”.

Senza voler percorrere sentieri perigliosi di politica internazionale-economica gestita con baci, magliette e lettoni, mi chiedo come sia stato possibile chiudere gli occhi per otto anni e fare svolgere serenamente a quel figlio di Putin Mondiali di calcio e Giochi olimpici su un territorio in guerra. È una guerra economica su territorio europeo controllato da occidentali. Non succedeva da 80 anni nei confini dell’Europa più “politicamente” vicina a noi.

Gaspoz sta cercando un benzinaio, viene via (forse), la notte ha portato consiglio. Siamo tutti con te. Shit happens. Altra tragedia umanitaria legata allo sterco del demonio (e non solo). Imagine there’s no country… tadadada. L’umanità è vomitevole.

 

 

Foto: in alto Sumy (Ucraina), due giorni fa. In basso la fuga da Kiev dopo l’inizio della guerra

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