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Ilaria Clara Urciuoli

Una parola (shoah), un luogo (Auschwitz Birkenau): il racconto di Elena Servi, ebrea di Pitigliano, nominata dal presidente Sergio Mattarella Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica, parte da qui, dalla “catastrofe” – traduzione di shoah – rappresentata attraverso i cancelli del campo di concentramento più famoso. È un racconto fatto di parole scandite, lente ma vive, intense, prive di retorica. Una narrazione rivolta ai giovani, custodi di un domani già condizionato dalle nostre scelte e dalla nostra storia, che consegniamo a loro affinché lo trasformino nel loro presente.

Nel Giorno della Memoria il Comune di Pitigliano si stringe attorno a questa piccola donna combattiva che, come molti altri testimoni, fa del racconto il suo impegno civile, affinché non si ripeta. Tutto questo mentre a pochi chilometri di distanza una nuova aggressione torna a far parlare della violenza antisemita che, questa volta, ha come vittima un dodicenne di Campiglia Marittima aggredito prima verbalmente e poi fisicamente da due ragazze di pochi anni più grandi.

Bello sarebbe ricordare quegli esempi virtuosi che la Toscana aveva portato nella storia, fatta di accoglienza e di serena convivenza quando, nel Cinquecento, la nostra regione si trovò ad accogliere gli ebrei allontanati prima dalla Spagna dai Re Cattolici nel 1492, poi dallo Stato Pontificio attraverso le restrizioni emanate con le Bolle del 1555 e1569. Esempi virtuosi come Livorno o Pitigliano, la Piccola Gerusalemme dalla quale continua il messaggio di Elena Servi che evoca le leggi razziali del ’38 volute da Mussolini e dal re che non vi si oppose, evoca le responsabilità di coloro che resero oltremodo difficile la vita e anche di quei “giusti” che, rischiando, supportarono i loro concittadini ebrei nei mesi in cui, per scongiurare la deportazione, vissero in una grotta.

“Potrebbe sembrare la storia di un orco, di quelle che si raccontano ai bambini. Ma questo era un orco in carne ed ossa”, dice, riecheggiando la mancanza di umanità che c’era dietro un’organizzazione tanto capillare, puntuale, senza ombra di rimorso che portò eliminare gli ebrei, Rom, omosessuali, persone con handicap. “Ogni uomo ha diritto alla propria dignità: ecco cosa ci tolsero in quegli anni famosi oltre tutto, oltre i beni materiali, oltre la vita. La dignità ci tolsero”.

E da qui l’appello accorato: “Preparate un mondo migliore, dove si possa professare la propria religione senza essere perseguitati, dove si possa avere il colore della pelle diverso dagli altri. Dio – dice – non ci ha creati tutti uguali”.

Ilaria Clara Urciuoli

 

Foto: Comune di Pitigliano (Fb)

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