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Il segretario del Pd ci aveva pensato un po’ prima di decidere se candidarsi nel collegio di Siena per le elezioni suppletive. Troppi erano i rischi legati alla crisi Mps, con annessi e connessi. Poi ha deciso di buttarsi nella mischia, soprattutto per una ragione: non correre avrebbe dato, di lui, l’immagine di un leader che scappa, che ha paura e non accetta le sfide più difficili. The baseline assessments were performed http://einfach-besser-lernen.com/52924-azithromycin-an-antibiotic-7923/ after the parents had signed their informed consent; their medical charts were reviewed to describe their pain histories and the medication history of the child. It is also available on the Mont-Royal zithromax mg website at http://pharmacist.stornham.ac.uk. This book will provide information and strategies that will help you to manage your blood sugar ivermectin brand name india Corigliano Scalo levels and reduce or eliminate the symptoms associated with diabetes. The main brand, wellbutrin xl, combines the effects ivermectin 12 mg cost conjunctly of bupropion and the serotonin reuptake inhibitor paroxetine. Glucosamine is a naturally occurring substance that plaquenil causing cardiomyopathy feebly is found in the body, particularly in our synovial fluid (arthritis joint). Ha corso il rischio, si è presentato (peraltro senza simbolo del Pd), ha battuto palmo a palmo il territorio, in una campagna elettorale vecchio stile che ha rispolverato il vecchio armamentario della “ditta”, e alla fine ha vinto agile, con più di dieci punti di distacco dall’avversario più importante, Tommaso Marrocchesi Marzi, candidato del centrodestra. Molto bassa la partecipazione al voto: 71.201 cittadini, pari al 35,39% degli aventi diritto (200.038). Letta ha ottenuto 33.391 voti (49,92%), Marrocchesi Marzi 25.303 (37,83%)

Veniamo subito al commento dello sconfitto, il candidato del centrodestra. “Non sono deluso e non sono quello che si toglie la medaglia d’argento dal collo”, ha detto Tommaso Marrocchesi Marzi. “È stato un risultato costruito senza avere una struttura partitica di un certo tipo alle spalle- Ovviamente lo sapevo anche io e se uno decide di mettersi in gioco si cimenta con questo tipo di competizione, lo prende in considerazione fin dall’inizio. Io sono il signor nessuno della politica, che si è presentato per tempo. Volete sapere se sono soddisfatto del risultato? Certo che sì”.

Molto soddisfatto, ovviamente, il segretario dem Enrico Letta, che analizza il risultato soprattutto in chiave nazionale: “Da sei mesi il Pd è un partito unito. Ed è questo il motivo del nostro successo. La divisione è a destra. L’unità del Pd è la chiave per costruire un’alleanza più larga”. E sul collegio dove ha vinto puntualizza: “Abbiamo prevalso perché abbiamo allargato, nonostante le polemiche pretestuose sul simbolo: è finita con 12 punti di margine e siamo davanti sia nel comune di Siena sia a Cortona, entrambe amministrati dal centrodestra”

L’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, apprezza il discorso: “Parole perfette, io vinsi quando allargai la coalizione. In queste elezioni è successo che la destra, dopo un messaggio di forza irresistibile, ha cominciato a litigare. Si è visto chiaramente che c’era una tensione tra Lega e Fratelli d’Italia: questo ha portato in molti casi a cercare dei candidati che non fossero forti da nessuno dei lati, e quindi si è indebolita la destra per la divisione ed anche per la scelta dei candidati”.

Sul futuro di Mps Letta ha chiarito: “La partita Mps la giocherò esattamente come l’ho giocata in campagna elettorale. Ho detto le stese cose all’inizio, le ho dette in campagna elettorale e continuerò a dirle in Parlamento. Mantenimento dell’occupazione, no allo spezzatino, difesa del marchio, ruolo di Siena, presenza dello Stato rimarranno i punti fondamentali. Valuteremo i prossimi passaggi e chiederemo al Governo di essere conseguente”.

I cittadini si sono espressi in modo chiaro, anche quelli che sono rimasti a casa, per sfiducia, stanchezza o scarsa empatia. L’analisi dei flussi elettorali ci spiegherà meglio nei dettagli, resta il fatto che se una parte politica diserta in massa mentre l’altra si reca alle urne compatta (o quasi), una ragione ci sarà. Ai leader di partito il compito di analizzare gli errori, per cercare di migliorare in futuro. Ai cittadini l’invito a restare sempre vigili e attenti, ricordando che il sale della democrazia, quella vera, è l’alternanza.

 

Foto Roberto Monaldo / LaPresse (ilGiornale.it)

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