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Ha rotto gli indugi Enrico Letta, correrà alle prossime elezioni suppletive di Siena per il seggio alla Camera lasciato vacante da Pier Carlo Padoan, nominato presidente di Unicredit. “Le elezioni amministrative hanno la centralità della nostra attenzione. Ho deciso di essere parte di questa campagna elettorale – ha detto il segretario dem – ai microfoni di Radio Immagina – non solo andando a sostenere i nostri candidati, ma essendo candidato io stesso. Ho accettato l’invito della direzione provinciale del Pd di Siena e Arezzo di concorrere nel collegio Toscana 12, vinto dal Pd nel 2018 col 35% contro il 32% del centrodestra. Io concorrerò per cercare di strappare di nuovo quel collegio e di vincerlo in quella elezione suppletiva che si svolgerà contemporaneamente con la data delle elezioni amministrative”.

Puntuali come un orologio svizzero arrivano forti i segnali di Italia Viva: noi siamo determinanti, senza di noi non si vince. Sembra quasi un avvertimento: occhio che la partita è difficile, il centrodestro è vicino, stando agli ultimi sondaggi, e scegliere un candidato non espresso dal territorio è un rischio. Certo è che Letta non è un candidato a caso ma il leader del Pd. Sicuramente il nodo Mps potrebbe giocare un ruolo importante. Il futuro della banca senese non può dipendere da un deputato, ovviamente, e neanche dal Governo, anche se Letta potrebbe aver avuto delle rassicurazioni, da parte di Draghi, circa l’impegno dell’esecutivo nella difficile trattativa con Unicredit (e non solo) per risolvere il caso Mps.

Renzi, a modo suo, ha mandato un consiglio al segretario dem: “Se fossi Enrico Letta a Siena chiamerei Scaramelli”. È il capogruppo di Italia Viva al consiglio regionale, Stefano Scaramelli, che nel collegio 12 interessato dalle elezioni suppletive vanta un 7% circa di consensi, raccolti un anno fa. Un bel bottino di voti, coi renziani che hanno già messo in giro il nome di un loro possibile candidato, tanto per fare rumore e alzare la posta del gioco. Letta vorrebbe tenere dentro tutti, da Italia Viva al Movimento 5 Stelle, cercando un difficile gioco di equilibrio per non perdere consensi nell’ala più a sinistra del suo schieramento. Altrove, sempre in Toscana, gli scenari sono variabili. A Grosseto, ad esempio, il Pd si presenta alleato con il M5S ma senza Italia Viva, così come in altri comuni minori. Lo spauracchio di correre da soli il partito di Renzi lo agita, più che altro per spaventare il Pd e ottenere qualcosa in sede di trattativa. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, prova a mediare, insieme alla segretaria regionale dem Simona Bonafè. Letta stasera è a Montalcino (Siena), per presentare il suo libro (Anima e cacciavite) e dare il via alla campagna elettorale.

Letta: “Allargare il quadro politico”

“La mia candidatura – ha detto Letta parlando a Montalcino – la voglio offrire in una logica più larga possibile. Mi metto a disposizione di un allargamento del quadro politico, che a me sembra di poter dire essersi semplificato: da una parte Salvini e Meloni, che hanno fatto una scelta molto chiara e netta decidendo di firmare il documento dei sovranisti europei; dall’altra parte, attorno a noi c’è quella che io credo sia l’alternativa. Io parlerò con tutti coloro che vogliono costruire un’alternativa e che non vogliono che l’Italia cada nelle mani di Salvini e Meloni, questa battaglia per il collegio 12 della Toscana è molto importante così come tutte quelle delle elezioni amministrative che si svolgeranno lo stesso giorno. È una grande battaglia di contenuti sia nazionali che territoriali, regionali e locali, legati molto a Siena, al Senese e alla parte aretina del collegio – ha consluso il segretario del Pd -. Mi impegnerò veramente con tutta la determinazione che posso. È un privilegio per me essere il rappresentante di una terra così bella. È un modo per servire la mia regione, lo farò col massimo impegno cercando di far sì che questo porti forza anche a un disegno di centrosinistra a livello nazionale”.

 

Foto: ilGiornale.it

1 Comment

  1. visto che il PD ha distrutto il MPS e che Siena finirà alla fame, se i senesi rivotano il PD vuol dire che sono senza speranza.

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