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Aveva iniziato a fare politica negli anni Settanta, divenendo segretario del Partito Radicale di Pisa, la città dove era nato il 5 agosto 1944. Gianfranco Mannini, per tanti anni impegnato tra i banchi del consiglio comunale cittadino, negli uffici delle associazioni consumatori o in piazza a distribuire volantini o a chiedere firme a sostegno di questa o quella battaglia, si è spento il 2 luglio all’età di 76 anni. Lascia i figli Galia, Rita, Tullio e Andrea. Aveva perso la sua compagna nel 1992.

Cresciuto in un orfanotrofio, perito radiotecnico, nel 1968 aveva vinto un concorso all’Enel dove era entrato come progettista di linee di media tensione e cabine di trasformazione. Dopo le prime battaglie radicali nel 1980 diventa responsabile del Codacons di Pisa, che abbandona dopo qualche anno (in polemica sui finanziamenti pubblici di cui beneficia l’ente) dando vita con altri radicali all’Aduc (Associazione per i diritti dei consumatori), di cui diviene delegato per Pisa e Livorno.

Aveva dedicato “la propria vita battendosi per il rispetto dei diritti sociali, sempre a fianco dei più fragili e bisognosi”, lo ricorda il Movimento 5 Stelle di Pisa, con cui era stato eletto in consiglio comunale nel 2013. La sua prima volta a Palazzo Baleari era entrato con la lista “Verdi per Pisa”, nei primi anni Novanta. Molto attivo nel sociale, aveva fondato il coordinamento nazionale dei caregiver (un familiare che occupa un ruolo informale di cura, supporto e di vicinanza nei confronti di un malato). Aveva vinto una causa per mobbing contro l’Enel, grazie alla quale era potuto andare in pensione con qualche anno di anticipo.

Il presidente del consiglio comunale di Pisa, Alessandro Gennai, lo ricorda in questo modo: “Gianfranco Mannini è stato un combattente coraggioso in difesa degli ultimi. Un uomo schierato sempre a difesa dei diritti delle persone. Un protagonista straordinario della vita politica della nostra città e non solo”.

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