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Doveva essere un investimento sicuro, ma persero tutti (o quasi) i loro risparmi. A distanza di otto anni il Tribunale di Arezzo ha assolto i tre imputati del processo per falso in prospetto, uno dei filoni dell’inchiesta sul crac di Banca Etruria: l’ex presidente dell’istituto di credito Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e l’ex responsabile del risk management David Canestri. Il processo ruotava intorno alla comunicazione che Banca Etruria presentò alla Consob nel 2013 sul collocamento delle obbligazioni subordinate.

Per i primi due prospetti, emessi per le obbligazioni subordinate del 2013, è scattata la prescrizione del reato, mentre per la terza obbligazione subordinata, dello stesso anno, è arrivata l’assoluzione in quanto “il fatto non sussiste”, come ha stabilito il giudice monocratico Stefano Cascone. In aula, alla lettura della sentenza, c’era solo David Canestri. La procura di Arezzo aveva chiesto condanne a un anno e mezzo per Fornasari e Bronchi, a un anno per Canestri.

Quali erano le accuse

Tutto, come dicevamo ruotava intorno alla comunicazione che Banca Etruria presentò alla Consob, nel 2013, per il collocamento delle obbligazioni subordinate. Titoli che poi furono azzerati dal decreto di risoluzione dell’istituto di credito aretino del 22 novembre 2015: migliaia di risparmiatori persero i loro risparmi investiti in strumenti finanziari giudicati a rischio. Secondo la procura fu Luca Bronchi, su mandato dell’allora cda, a compilare il prospetto ritenuto ingannevole per i risparmiatori. Un’ipotesi di reato che per la procura avrebbe visto il concorso di Fornasari e Canestri. Sul prospetto, infatti, non sarebbero state chiare le condizioni di crisi in cui versava la banca e non sarebbe stato specificato il grado di rischio delle obbligazioni subordinate. Gli imputati si sono difesi dicendo che i controlli di Consob sull’operato di Bpel erano sempre stati puntuali e precisi. Un prospetto incompleto, la loro tesi, non sarebbe passato inosservato e non avrebbe ottenuto, come era avvenuto, l’avallo di Consob.

Quei risparmi azzerati

Migliaia di risparmiatori persero tutto e scesero in piazza per protestare. Il ristoro per loro arriverà solo dopo cinque anni, ma solo in parte: il 30% per gli azionisti e il 95% per gli obbligazionisti.

 

Foto: ilGiornale.it

1 Comment

  1. dr.Strange Reply

    avevo predetto questo risultato e non sono sorpreso. mi sarei stupito del contrario. vedremo se la magistratura toscana riuscirà anche ad insabbiare i legami fra PD e ndrangheta, dopo i 300 milioni spariti dalla ASL di Massa Carrara, il suicidio senese con l’orologio che cade dopo un pò, il crac del MPS e così via. e poi si dice della Sicilia….in Toscana siamo al livello della Nigeria

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