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Non si può morire così, a soli 22 anni, per un incidente sul lavoro. Lo dicono tutti. Luana D’Orazio è rimasta stritolata in un macchinario, l’orditoio, al quale stava lavorando, come faceva ogni giorno in un’azienda tessile di Montemurlo. Le indagini per accertare le cause sono in corso. Due macchinari, quello dell’incidente e uno uguale, posto proprio davanti, sono stati posti sotto sequestro. Un particolare è balzato subito agli occhi dei vigili del fuoco, intervenuti per estrarre il corpo della sfortunata ragazza: in entrambe le macchine la barriera di protezione (obbligatoria per legge) era alzata. Che vuol dire? Lo accerterà l’inchiesta. Una cosa è certa: quella barriera da sola non si alza. Bisognerà accertare se qualcuno l’abbia manomessa e per quale ragione. L’ipotesi è che il meccanismo di protezione possa essere stato manomesso per velocizzare i tempi durante il lavoro. Ma, lo ripetiamo, è tutto da stabilire.

Intanto la procura ha iscritto nel registro degli indagati due persone: la titolare della ditta, Luana Coppini (57 anni), e il tecnico addetto alla manutenzione, Mario Cusimano (58 anni). Ogni aspetto tecnico, ogni minimo dettaglio verrà attentamente esaminato. A partire dalla fotocellula che, semplicemente passando una mano, causa il blocco del macchinario: un altro dispositivo di sicurezza che dovrebbe proteggere i lavoratori. Perché i rischi in questo lavoro ci sono, e sono tanti, ma nel corso degli anni sono state inventate e rese obbligatorie delle importanti misure di sicurezza. Bisognerà capire cosa non ha funzionato e per quale motivo. Se vi sia stato qualche errore umano o se vi siano delle responsabilità per eventuali manomissioni dei sistemi di protezione.

Una cosa strana è che nessuno abbia sentito urlare la ragazza. A partire dal collega a lei più vicino. Forse Luana non si è nemmeno accorta di quello che stava accadendo ed è stata, in un attimo, inghiottita dal macchinario, a partire dal braccio destro. C’è un altro dettaglio interessante, come riporta il Corriere fiorentino. La mamma di Luana racconta che sua figlia poco tempo fa aveva rischiato un incidente simile. Ora tutti si chiedono: ma era preparata per quel tipo di lavoro? Aveva seguito un corso di formazione di 4 ore, più altre ore per imparare la sua mansione specifica. Tutto secondo quanto previsto dalla legge. Luana era un’apprendista, questo dice il suo contratto. Quindi, va da sé, la sua esperienza non poteva essere grande. Anche se aveva ricevuto la formazione richiesta. In base a quanto previsto dalla legge Luana, come tutti gli apprendisti, aveva un tutor, un esperto a cui rivolgersi in qualunque momento, che la seguisse nel lavoro. Però, dovendo svolgere anche un’altra mansione, il tutor non poteva essere sempre accanto a lei.

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