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Tommaso Giacomelli

Al triplice fischio finale del derby dell’Appennino, ci sarà stato da una parte chi pensa che il bicchiere sia mezzo pieno e, dall’altra chi crede che sia mezzo vuoto. Dopo un 3 a 3 col Bologna è normale interrogarsi in questo modo, perché hai avuto sia un’ottima prestazione offensiva, ma anche una deficitaria prova difensiva. Partendo da chi dovrebbe proteggere la porta di Dragowski, ancora una volta si è macchiato di poca cattiveria e concentrazione. Pezzella e Milenkovic sono due giocatori con la valigia in mano, ma c’è da chiedersi dove andranno se continueranno a giocare in questa maniera. Palacio non segnava dal 28 settembre scorso e stavolta ha sfoderato una tripletta, che tra l’altro diventa quella “più vecchia” realizzata in uno dei maggiori campionati europei. Il giovane Vignato, invece, è sembrato un’artista al cospetto della difesa Viola, eppure si parla di un ragazzo di talento ma che ha ancora molta strada di fronte a sé. Ogni suo pallone filtrante ha messo in crisi la retroguardia, come un coltello nel burro.

Dalla cintola in su la Fiorentina ha giocato bene, trovando ancora un gol con Bonaventura – molto importante in questo finale di stagione – ma soprattutto con Vlahovic. Il serbo si è caricato la sua squadra sulle spalle con un’altra doppietta. Freddissimo su rigore e scaltro in area di rigore. La sua prestazione poteva essere da dieci, se all’ultimo istante avesse passato la palla a Kouame lanciato verso la porta, invece di colpire il volto di Danilo con un potente sinistro. La sensazione è che Dusan ce la stia mettendo tutta per salvare i Viola, ma la sua missione non è ancora finita.

La partita di Bologna era un vero e proprio match point per restare in Serie A, ma è stato sprecato. Con la vittoria la Fiorentina sarebbe arrivata a quota 37 punti, togliendosi di dosso tanti pensieri. Con il pareggio e un timido punticino in tasca, la situazione cambia poco, restando a contatto con la zona calda, a fronte però di un calendario che vedrà la squadra di Iachini giocarsela con la Lazio, poi con Cagliari e Napoli, prima dell’epilogo di Crotone. Si salvi chi può.

 

Foto: Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images (ilGiornale.it)

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