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Andrea Mari

Un avvio di primavera da dimenticare per gli imprenditori agricoli toscani. Con l’Italia stretta nella morsa del gelo, ieri sera in Toscana si sono toccati i -9°, con il 70% delle stazioni meteorologiche che, secondo i dati forniti dal Consorzio Lamma, hanno segnalato temperature sotto lo zero. Il record si è toccato nella provincia di Arezzo, dove si sono registrati -9°, stessa situazione per le province di Siena e Grosseto dove le temperature sono scese fino a -8°. Il notevole calo delle temperature ha creato non pochi problemi in provincia di Siena. La scorsa notte, infatti, alcuni produttori di uno dei brand più famosi e rinomati, il Brunello di Montalcino, sono stati costretti ad appiccare il fuoco a rotoli di paglia per riscaldare le viti durante la gelida notte.

L’azione comune messa in campo dai vignaioli si è ritenuta necessaria per preservare la vite che in questo momento dell’anno si trova all’inizio della fase vegetativa. Grazie al fuoco e al fumo prodotto dai grandi rotoli di paglia disposti nei vigneti, si è potuta riscaldare l’aria, andando così a preservare, per quanto possibile, le viti in stato vegetativo. “Il risultato lo vedremo tra qualche giorno nei germogli, siamo fiduciosi – spiega Tommaso Cortonesi, consigliere del Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Abbiamo fatto questa scelta perché la paglia non genera fuoco ma un fumo che rimane basso come altezza e permette così di riscaldare l’aria. Inoltre la paglia brucia lentamente e abbiamo deciso di bagnarla sopra in modo da produrre più fumo con un fuoco più lento”.

Alle prime luci dell’alba le colonne di fumo disperse tra le dolci colline non sono passate certamente inosservate, donando ai passanti immagini rare che sanno di antiche tecniche di conservazione e cura della vite tramandate di generazione in generazione. Una dura notte di lavoro nei vigneti che si è però trasformata in un’esperienza di condivisione per gli stessi vignaioli: “È stato interessante trovarci insieme, sperimentare e intervenire – spiega Cortonesi. Questa è la dimostrazione della nostra passione e del nostro attaccamento. Adesso aspettiamo di vedere il clima come sarà, siamo pronti a ripetere l’operazione anche stanotte se ce ne fosse bisogno”.

Nel frattempo, già nella giornata di ieri Confagricoltura Toscana aveva segnalato gli ingenti danni provocati dalle recenti gelate notturne. Si stima che la produzione di albicocche sia stata danneggiata quasi totalmente, mentre la produzione di nettarine e pesche abbia avuto dei danni pari al 50/70% della produzione. Una situazione drammatica per il presidente del settore Ortofrutta Antonio Tonioni: “È il terzo anno consecutivo che registriamo danni ingenti, ma questo 2021 è peggiore degli altri”.

In Valdichiana, dove si concentra la maggiore produzione ortofrutticola toscana, si sono registrati -5.3° e  fino a -3° sulla costa, tra Livorno, Grosseto e Pisa. “Un’altra gelata sarebbe disastrosa- continua Tonioni -. Quest’ultima, ad esempio, non è stata una gelata stratificata, ma una corrente di aria fredda dal nord e non si è salvato nessuno: ha colpito sia i fondi valle sia le zone collinari. Tutte le aziende agricole sono coinvolte”. A lanciare l’allarme anche Coldiretti che questa mattina ha puntato l’attenzione sulla produzione di fave, piselli, zucchini e carciofi che nel pisano hanno risentito fortemente dell’ondata di gelo delle scorse notti.

Andrea Mari

Foto: Consorzio del vino Brunello di Montalcino

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