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La violenza scattò durante un trasferimento di cella avvenuto nell’ottobre 2018. Dieci agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano (Siena), sotto processo per il pestaggio di un detenuto, sono stati condannati per tortura e lesioni aggravate in concorso con una pena che va dai 2 anni e 3 mesi ai 2 anni e 8 mesi. Si tratta degli agenti che hanno scelto il rito abbreviato, per altri cinque ci sarà il processo normale.

L’episodio

A denunciare il pestaggio era stato un detenuto tunisino di 31 anni. Nel pomeriggio dell’11 ottobre 2018 alcuni agenti e ispettori della penitenziaria erano andati a prenderlo per trasferirlo in un’altra cella. L’uomo, che pensava di essere portato a fare una doccia, indossava le ciabatte e portava con sé un asciugamano. Trascinato per il corridoio, per portarlo nel reparto isolamento, il detenuto avrebbe subito un trattamento definito, dalla procura, “inumano e degradante”, con “violenza” e “crudeltà”.

L’associazione Antigone

“È la seconda volta in poche settimane (il primo caso riguardava un agente in servizio nel carcere di Ferrara) che i giudici applicano la legge per la quale Antigone ha combattuto vent’anni per ottenerla e che, dal 2017, punisce questo crimine contro l’umanità”, dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone. Cinque agenti penitenziari erano stati rinviati a giudizio lo scorso mese di novembre e per loro si aspetta il rito ordinario in un procedimento nel quale Antigone è costituita parte civile. Durante quella stessa udienza era stato giudicato, con rito abbreviato, un medico del carcere, condannato a 4 mesi di reclusione per rifiuto di atti d’ufficio, per non aver visitato e refertato la vittima. “Ricordiamo l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini in visita fuori dal carcere di San Gimignano per portare solidarietà agli agenti della polizia penitenziaria all’epoca indagati. Chiediamo oggi – conclude Gonnella. – alla luce di queste condanne, che Salvini chieda scusa alle vittime e alla giustizia italiana”.

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