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Guido Martinelli

Il caso guida i nostri passi, è inutile negarlo. Stavo continuando il mio girovagare tra gli artisti pisani, teatranti e non, cercando chi contattare in questa orrenda stagione pandemica, quando su Fb mi è apparso uno dei tanti annunci che ormai imperversano sul social in cui si parlava di portare il teatro a domicilio. La notizia mi ha colpito e li ho subito cercati d’impeto. Al telefono mi ha risposto una squillante giovanile voce dalla dizione puntuale e dal tono profondo: classici indizi della presenza dall’altro capo di un attore fresco di studi e zampillante entusiasmo e voglia di fare. Così, come faccio di solito, gli ho chiesto di presentarsi ripensando anche alla buonanima di mamma che ribadiva ad ogni piè sospinto l’importanza di sapere con chi si ha a che fare e aggiungendo “chiedi, Guido, chiedi sempre, che se non ti rispondono o fanno i vaghi è un segnaccio”. Ma il mio interlocutore non si è fatto certo pregare e ha soddisfatto qualsiasi curiosità con grande chiarezza e precisione.

“Mi chiamo Massimo Risi, sono nato a San Giuliano Terme in provincia di Pisa, ho studiato al Liceo Artistico e, forse anche a causa di una delusione amorosa, un bel giorno mi sono iscritto al laboratorio “Fare Teatro” al Teatro Verdi con Luca Biagiotti, Federico Guerri e Cristina Lazzeri. Dopo due anni e mezzo di quella interessante esperienza ho capito di voler approfondire le mie conoscenze teatrali e così, nel 2014, mi sono trasferito a Roma per frequentare il CIC (centro Internazionale La Cometa), fondato da Nikolay Karpov, Lilli Cecere e Valeria Benedetti Michelangeli, dove mi sono diplomato nel 2017. In questo stesso anno sono entrato a far parte dei progetti “IF/invasioni (dal) Futuro” realizzato dall’associazione Area06, con la direzione di Fabrizio Arcuri e Francesca Corona. Ho lavorato anche con Giancarlo Sepe, Antonio Iannello, Lisa Natoli, Gianmaria Cervo, Alessio Pizzech, Riccardo Festa e Julian Hetzel. Nel 2018, presso “NTF-Napoli Teatro Festival” mi sono avvicinato alla poetica del “Teatro de los sentidos”, mentre nel 2020, grazie alla ” Compagnia della fortezza” di Volterra guidata dal noto Armando Punzo, ho iniziato a partecipare alla masterclass sulle metodologie teatrali applicate al mondo carcerario, che mi potranno permettere di svolgere laboratori all’interno delle carceri. Attualmente, oltre a lavorare come attore, studio e mi occupo di comunicazione e rapporti con la stampa all’interno di varie compagnie.

Complimenti Massimo, giovane ma con un bel curriculum alle spalle. Come sei finito al “Teatro Delivery” e di cosa si tratta?
Ci sono finito per caso anch’io (Borda! O piglialo in giro il fato, mi raccomando?!) leggendo su Fb del progetto Teatro Delivery ispirato al Barbonaggio Teatrale dell’attore Ippolito Chiarello, che dal 2009 porta il teatro al di fuori del suo luogo fisico classico, sperimentando sempre nuovi modi di creare performance teatrali. Chiarello è il fondatore della rete USCA (Unità Speciali di Continuità Artistica) che incarna l’idea del Barbonaggio Teatrale: dare voce, anche in forme e modalità fino a questo momento poco utilizzare, al mondo culturale e, più nello specifico, teatrale. Attraverso il Barbonaggio Teatrale si vuol sensibilizzare la società verso la situazione artistica italiana e al tempo stesso rendere la stessa nuovamente parte di un processo artistico che solo nella restituzione “dal vivo” può trovare forma. Io e i miei due soci, Tommaso Ricci e Leonardo Nenna, validi attori con solida preparazione ed esperienza nonostante la giovane età, abbiamo così deciso di costituire la rete USCA Pisa (Unità Speciali di Continuità Artistica) con l’intenzione di portare cultura e performance teatrale a casa del pubblico.

Praticamente siete dei militi dell’arte?
Se si vuole sottolineare così la nostra passione e il nostro impegno artistico si può usare questa definizione, ma di sicuro siamo armati non di armi o spirito bellico bensì dal gran desiderio di essere utili in questo momento così delicato mettendo le nostra capacità al servizio della comunità.

E quindi, come si svolge la vostra “mission”?
Con il Teatro Delivery, progetto già attivo in altre reti USCA diffuse sul territorio nazionale, dal 7 gennaio 2021 anche nel territorio della provincia di Pisa sarà possibile ordinare da un menù estratti teatrali, letture e poesie che gli attori-rider reciteranno direttamente a casa dello spettatore o in un luogo a lui comodo, proprio come se fosse un ordine di qualsiasi altro servizio a domicilio.

Tommaso Ricci e Massimo Risi

E le regole del distanziamento ed altro dettate dall’emergenza epidemica?
Abbiamo intenzione di rispettarle tutte. Intanto gli interventi avverranno solo di giorno. Verrà preso un appuntamento perché intendiamo concordare col cittadino che ci chiama l’orario e lo spazio che sarà all’aperto. Vogliamo istaurare una relazione con chi ci ordina il menu che preferisce tra quelli proposti e concordare insieme il giorno e l’ora in cui presentare la nostra proposta. Vorremmo privilegiare momenti come la mattina o di pomeriggio quando c’è il sole; ovviamente, se esiste uno spazio con le luci potremo prendere in esame anche la sera. È nostra intenzione studiare prima l’ambiente e lo spazio perché è questo che ci fa recitare. Siamo proprio agli inizi ma abbiamo già una prenotazione.

Quali sono, allora, i menù che offrite?
Sono cinque così suddivisi. “Menù poetico“, che permette di scegliere tra le opere di Charles Bukowski, Raymond Carver, Laura De Dilectis, Mariangela Gualtieri, Garcia Lorca, Filippo Marinetti, Alda Merini, Fernando Pessoa, Luis Sepulveda, Wislawa Szymborska, Walt Whitman. Sarà possibile richiedere poesie anche di autori non presenti nel menù.  “Menù teatrale”, suddiviso in: “Contemporaneo“, che permette di scegliere pezzi tra i nomi di Karl Valentine, Bernard-Marie Koltès, Yasmin Reza, David Ives, Tom Stoppard e Samuel Beckett; “Scenico“, con pezzi tratti dalle opere di Mark Haddon, Vincent e Theo Van Gogh e J.K. Rowling con il celeberrimo Harry Potter; “Happy Theatre“, rivolto ai bambini dove si può scegliere tra Il Piccolo Principe, Lo Hobbit, Miti e Leggende e Favole al Telefono di Rodari con tanto di laboratorio creativo. In questo menù i più piccoli troveranno almeno 4 racconti in ogni proposta letteraria ricca di favole e leggende. “Km 0”,  che permette di ascoltare e vedere pezzi di Danilo Soscia, Federico Guerri e Antonio Tabucchi. I menù si differenziano sia nella dinamica scenica che per la tipologia di pubblico a cui si rivolgono. Per ogni menù l’attore-rider introdurrà lo spettatore al pezzo selezionato con piccoli racconti e/o spiegazioni

Quanto costa e quanto dura ogni singolo intervento?
Quindici-venti minuti e costa 15 euro che si possono replicare. Colgo anche l’occasione per sottolineare come il servizio di Teatro Delivery si articoli in altri format pensati per rendere più attiva la sua dimensione sociale. Ovvero il “Teatro Sospeso” per cui, come col famoso caffè sospeso, è possibile lasciare un pezzo già pagato per la persona che usufruirà del servizio subito dopo. Poi offriamo anche “Regala il teatro”, che è un’occasione per regalare o dedicare poesie romantiche, pezzi o letture ad amici e familiari. Quindi si trova il “Proponi tu”, che permette di proporre un testo o una poesia che si vorrebbe ascoltare dalla finestra o recitato davanti casa. E per concludere “Disegnando le favole di Rodari”, ovvero un laboratorio artistico per i più piccoli, praticamente un esercizio pratico a distanza che permette loro di giocare comunque con la creatività.

Dopo questa dettagliata presentazione lo spettatore intenzionato a selezionare il menù dove vi può contattare?
Può selezionare dal menù un minimo di tre pezzi scrivendo all’indirizzo e-mail  teatrodelivery.pisa@gmail.com   e concordare tempistiche e modalità di svolgimento con l’attore-rider. Per chi vuole “assaggiare” pezzi tratti da menù diversi, esiste anche la possibilità di fare un mashup. Per esempio: Menù contemporaneo (3 pezzi) + una poesia/lettura scenica. Menù scenico (1 pezzo) + menù contemporaneo (2 pezzi). Ma non solo: ci sarà spazio anche per il lavoro creativo e pratico con i laboratori, perché se giocare è divertente, imparare giocando lo è ancor di più!

Mi sembra una proposta diversa e intelligente, auguri.
Grazie, e che il teatro ci aiuti a sollevarci in questo momento. Noi siamo a disposizione: chiamateci e noi verremo da voi per sognare insieme.

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