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Mondo della cultura in lutto per la scomparsa di Marco Santagata, professore di Letteratura italiana all’Università di Pisa, storico e critico letterario, profondo conoscitore di Dante, Petrarca e Boccaccio. Settantatre anni, da tempo era in condizioni di salute precarie, a causa di un tumore e della successiva dialisi. Ricoverato all’ospedale di Pisa, da sabato versava in condizioni gravissime dopo aver contratto il Covid.

“Con Marco ci lascia un grande intellettuale e un amico generoso – ha commentato il rettore dell’ateneo di Pisa, Paolo Mancarella -. Di lui, oltre al grande sapere, ci mancheranno l’infinita curiosità, il desiderio di conoscere e la sottile ironia. È stato uno dei grandi maestri del nostro Ateneo e il vuoto che lascia difficilmente sarà colmabile. Anche per questo, in segno di riconoscimento, avevo pensato a lui come professore emerito. Adesso, però, è il tempo del cordoglio e l’Università di Pisa si stringe attorno alla sua famiglia in quest’ora così difficile”.

Illustre filologo del Trecento (in particolare di Petrarca), Santagata aveva svolto quasi tutta la carriera accademica come professore dell’Università di Pisa. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, nel 1979 aveva ricevuto il Premio nazionale “Luigi Russo” per la critica letteraria; nel 1993 il Premio di Storia Letteraria “Natalino Sapegno”; nel 2007 il Premio “Giosue Carducci”.

Come scrittore aveva vinto il Premio Campiello nel 2003 con “Il maestro dei santi pallidi” e nel 2006 il Premio Stresa di Narrativa con “L’amore in sé” (entrambi pubblicati da Guanda). Tra i suoi numerosi romanzi (tutti con Guanda) “Papà non era comunista” (il suo esordio nel 1996), “Voglio una vita come la mia” (2008), “Come donna innamorata” (2015), “Il movente è sconosciuto (2018), “Il copista. Un venerdì del Petrarca” (Guanda, 2020; in precedenza pubblicato da Sellerio nel 2000). Con l’editore Sellerio “Il salto degli Orlandi” (2007).

Nato a Zocca (Modena) il 28 aprile 1947, dopo il liceo Santagata aveva frequentato l’università di Pisa come allievo ordinario e poi come perfezionando della Scuola Normale Superiore, laureandosi nel 1970 in letteratura italiana. Nel 1976 aveva insegnato come incaricato filologia dantesca alla Facoltà di Lettere dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; dal 1977 al 1980, ancora per incarico, filologia umanistica alla Facoltà di Lettere di Pisa. Ordinario di Letteratura italiana nel 1980, dopo un triennio alla Facoltà di Magistero di Cagliari; dal 1984 insegnava alla Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa. Dal 1984 al 1988 ne ha diretto l’Istituto di letteratura italiana; dal 1996 al 2000 è stato direttore del Dipartimento di Studi italianistici e membro del Consiglio di Presidenza del Collegio dei Direttori di Dipartimento dell’ateneo pisano. Nel 1987-88 Santagata era stato professeur associé alla Sorbonne Nouvelle (Paris III); nel 1990 all’Università di Ginevra; dal 1994 al 1996 all’Università di Nancy II; nel 1998 visiting professor alla Unma di Città del Messico; nel biennio 2003-5 professore invitato all’Università di Ginevra. Nel 1985 è stato Fellow presso The Harvard University Center for Italian renaissance studies “Villa I Tatti” di Firenze.

Nel 1996 con alcuni colleghi aveva fondato l’Adi-Associazione degli italianisti italiani, di cui era stato segretario nazionale fino al 2002. Si era interessato ai problemi della riforma dell’università e della scuola e a questi temi aveva dedicato numerosi interventi su quotidiani e riviste. Dal 2001 era membro della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco e dal 2007 al 2010 membro aggregato della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana presso il Ministero degli affari esteri.

Il ricordo del suo amico Vasco Rossi

“Ciao Marco, ci mancherai molto ‘Professore’, con la tua intelligente e acuta ironia… tu eri il più istruito e colto fra noi. Una delle più belle ‘teste di Zocca’, il nostro ‘paesello natio’ che hai amato tanto. Sarai sempre vivo nei nostri cuori”. A scriverlo, su Instagram, è Vasco Rossi, amico e compaesano di Santagata. I funerali del professore si terranno proprio a Zocca, nella chiesa, sabato prossimo alle 11.

L’omaggio di Pisa, sua città d’adozione

Pisa, la sua città d’adozione, dove si era formato e aveva insegnato per lunghi anni, lo ricorda oggi. Ma non sarà l’unico ricordo, come preannuncia il sindaco della città della Torre, Michele Conti: “Mi auguro che potremo trovare il modo di ricordare il valore dei suoi studi organizzando a Pisa un appuntamento in occasione delle celebrazioni ufficiali per il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri. Pisa è abituata per solido e antico legame con l’Università ad avere in città studiosi di fama mondiale e oggi, purtroppo, ci lascia uno dei più illustri, il professor Marco Santagata. Voglio esprimere il cordoglio dell’Amministrazione comunale e il mio personale alla famiglia. Le sue attività di studioso di Dante, Petrarca, Boccaccio, ma anche di Leopardi sono state motivo di orgoglio per l’ateneo e la città”.

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