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Giorgio Del Ghingaro è al suo secondo mandato come sindaco di Viareggio (Lucca). Nel 2015 si impose al ballottaggio con il 60,33%, battendo il candidato del centrosinistra che si fermò al 39,67%. Quest’anno ha vinto al primo turno con il 54,22%. In termini assoluti è passato dai 9.286 di cinque anni fa ai 17.267 di oggi. Sposato con Paola, insegnante di Lettere, ha due figli: Gregorio, 28 anni, e Ludovica, 8 anni. Gioca a golf, è appassionato di arte, ama la poesia, gli piacciono gli orologi, le scarpe inglesi e in generale le cose belle. Segue il calcio e tifa Juventus. Dal 1984 svolge l’attività di tributarista e revisore legale, consulente fiscale, amministrativo e contabile per aziende, enti, società. Ma da ormai diversi anni al centro della sua vita c’è la politica.

Signor sindaco, come spiega il suo ultimo successo alle elezioni?
In tutta Italia sono molti i candidati “civici” ma è decisamente raro il caso di una lista civica che ottiene il 26% dei consensi. È accaduto a Viareggio, città dei primati, e alla Lista Del Ghingaro, la lista Blu. Di questo siamo riconoscenti e orgogliosi. E posso assicurare che sentiamo tutto il peso della responsabilità che ci è stata data. Il Pd è entrato a far parte della coalizione, così come altre realtà politiche, e credo che abbia portato e porterà un arricchimento soprattutto di contenuti. A Viareggio non era mai accaduto che un sindaco vincesse al primo turno, così come è raro per questa città che un’Amministrazione arrivi a conclusione del proprio mandato. Il merito è della squadra: abbiamo mostrato serietà, competenza, passione. Uno stile di governo sobrio e concreto. Senza troppe chiacchiere, senza cadere nelle provocazioni, abbiamo messo al primo posto le esigenze di Viareggio. Tutto questo è stato percepito.

Si aspettava un risultato migliore da parte del centrodestra?
Per scelta non parlo dei risultati degli altri. Sono soddisfatto del nostro risultato anche se un po’ me lo aspettavo.

Qual è la cosa di cui più va orgoglioso della sua precedente Amministrazione?
Quando siamo stati eletti nel 2015 Viareggio era in grandissima difficoltà: abbiamo trovato il bilancio in dissesto, una comunità sfilacciata. Nonostante tutto ci siamo messi al lavoro, con passione, con dedizione, e abbiamo iniziato a finanziare e realizzare interventi per la città: le opere pubbliche, le manifestazioni culturali e musicali, il sostegno alle fasce più deboli. Oggi Viareggio ha un bilancio sano: la gestione ragionata delle risorse ha garantito l’uscita dal dissesto in tempi record. E la Comunità ha risposto: Viareggio ha ritrovato la consapevolezza di sé stessa, la voglia di progettare il futuro. Di questo sono fiero ed orgoglioso.

Ci può ricordare l’impegno che assolutamente vuole mantenere prima della fine del suo mandato?
Nel precedente mandato abbiamo messo le basi per tanti progetti, alcuni davvero importanti, che sono in grado di cambiare il volto della Città. Penso al mercato ittico finito e che andrà in funzione nei prossimi mesi, alla via del Mare che insieme ai lavori al Porto porteranno lavoro, indotto e ulteriore bellezza in quello che di fatto rappresenta il cuore storico della nautica italiana e mondiale. Ma penso anche al Piazzone, con il project financing in via di aggiudicazione, o alla Terrazza delle Repubblica con i lavori che stanno per iniziare. Grandi opere che faranno di Viareggio una città europea. Su tutte una mi sta particolarmente a cuore e sto seguendo personalmente: il rifacimento dello stadio dei Pini. Lo abbiamo promesso e lo faremo. Abbiamo stanziato i fondi, le gradinate pericolanti sono state abbattute, adesso procederemo con la ricostruzione. Sarà un impianto in grado di ospitare come merita un torneo importante come la Viareggio Cup, ma anche concerti, eventi, manifestazioni. La nostra priorità da sempre è quella di tradurre i progetti in azioni concrete: lo abbiamo fatti nei precedenti 5 anni di governo, lo faremo anche in questo mandato.

Mi potrebbe indicare un pregio dei viareggini. E un difetto?
I viareggini sono come il Libeccio, che poi è un po’ il cittadino onorario di Viareggio. È un vento che spesso porta bel tempo, spazza le nuvole e i pensieri. Ridisegna le dune, sventaglia le palme, ma, anche se imperioso, fa danni solo in casi eccezionali. È un vento di follia e di fantasia, e come ogni vento è libero. L’amore per la libertà è tipico dei Viareggini: credo sia il loro pregio più grande che può diventare anche un difetto ma, come accade per il Libeccio, fa danni solo in casi eccezionali.

Lei è nato a Castelvecchio di Compito, nel comune di Capannori, di cui è stato sindaco dal 2004 al 2014. Sul suo sito scrive che ha scelto Viareggio “per passione e amore”. Ci può spiegare meglio com’è andata?
Sì. Cinque anni fa ho scelto Viareggio per amore e per passione. Amore verso una città bellissima che stava pagando pesantemente scelte politiche e amministrative sbagliate. Passione verso una politica che si caratterizza per la concretezza, l’autonomia e la trasparenza. Ho promesso un cambiamento e garantito una squadra di persone competenti e preparate che hanno lavorato a tempo pieno per restituire dignità e prestigio a Viareggio. Cinque anni dopo, credo che il cambiamento ci sia stato: si veda e si tocchi. E la città l’ha capito e riconosciuto.

Proviamo a fare un gioco. Viareggio, la città del Carnevale, fra qualche anno le dedica un carro. Come lo vede?
Non lo vedo affatto. Anche solo immaginarmi ritratto su un carro, è una presunzione che non mi appartiene. I nostri maestri della cartapesta sono dei veri e propri artisti: sono certo che troverebbero il modo migliore, ironia compresa, per rappresentarmi.

In un’altra vita cosa le sarebbe piaciuto fare?
Avrei voluto fare l’architetto.

Alcuni parlando di Viareggio dicono Versilia… i Comuni della Versilia storica si lamentano, rivendicando la loro specificità. Al di là dei campanilismi, come vede la sua città in relazione alle realtà circostanti e nell’ambito della cosiddetta Area Vasta della costa settentrionale della Toscana?
Viareggio, con i suoi 60mila abitanti, è traino e punta di diamante non solo della Versilia ma per tutta l’economia dell’area Vasta. Sede di uno dei porti più belli della Toscana, sia turistico che commerciale, vanta un comparto nautico d’eccellenza dove, in meno di 3 chilometri quadrati, si produce il 35% del fatturato mondiale dei grandi yacht. Per quanto riguarda gli eventi, abbiamo il Festival Pucciniano, il Carnevale, il Versilia Yachting Rendez vous, il Premio Viareggio, la stessa Viareggio Cup di cui abbiamo parlato prima: appuntamenti che sono da sempre, un richiamo internazionale. Nel 2019 abbiamo osato ancora di più e organizzato il Jova Beach Party, due giornate incredibili di festa che hanno visto protagonista la nostra spiaggia: un esperimento che abbiamo voluto provare e che devo dire è riuscito senza intoppi. La nostra città è in grado di assorbire un’onda d’urto di visitatori di dimensioni impensabili per altre località. Per il resto, turismo in primis, la Versilia deve pensare in termini comprensoriali: abbiamo da poco costituito l’Ambito Turistico, un buon inizio per una visione d’insieme che possa portare ulteriori eventi ma soprattutto promozione e attirare finanziamenti che aiutino lo sviluppo delle imprese ricettive.

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