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Il 30 aprile 1986 da Pisa partì il primo segnale italiano attraverso la rete, che poi diverrà Internet, attraverso un pacchetto di dati che in poco più di un secondo superò l’Atlantico e arrivò in Pennsylvania negli Stati Uniti. Quella semplice ma importantissima comunicazione sancì il quarto collegamento in Europa, dopo Inghilterra, Norvegia e Germania, e arrivò dopo più di dieci anni di ricerche sui sistemi di reti tra computer del Centro nazionale universitario di calcolo elettronico pisano. Preistoria, se pensiamo al livello in cui siamo arrivati oggi. Da dieci anni a Pisa, ricordando quel primato, si celebra l’Internet Festival. L’appuntamento quest’anno è dall’8 all’11 ottobre: quattro giorni di appuntamenti con esperti internazionali, laboratori, panel, contest e iniziative per le scuole, e a seguire altri eventi online fino a dicembre. La parola chiave dell’edizione di quest’anno è Reset. “Indagare e delineare le forme possibili di futuro – ha sottolineato Gianluigi Ferrari, direttore del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e coordinatore scientifico del Festival – è sempre stato uno degli impegni del festival e il suo successo è stato proprio l’aver fatto sistema tra tutti noi, valorizzando i risultati conseguiti per rendere consapevoli le persone della rivoluzione digitale in atto”.

Il potere dei social su “Informazione e Democrazia” verrà analizzato anche attraverso Infodemia, intervista condotta direttamente dal direttore di If2020, Claudio Giua, con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari (in streaming giovedì 8 ottobre alle 14.30). L’informazione sarà protagonista anche sabato 10 (alle ore 10) quando si discuterà del ruolo dei social media e del rapporto tra dati e informazione rispetto ai flussi elettorali: parteciperanno la giornalista Anna Masera, il responsabile del laboratorio di Data Science and Complexity all’Università di Venezia Ca’ Foscari Walter Quattrociocchi e il dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza Davide Bennato.

“Code is Law” (da una citazione di Lawrence Lessig) sintetizza l’intreccio sempre più stretto tra mondo virtuale e reale, anche dal punto di vista legale: a partire da venerdì 9 ottobre con gli interventi della giurista digitale Fernanda Faini, docente in corsi e master universitari, chiamata dal Mise a far parte del gruppo di esperti sulla blockchain, Dianora Poletti, professoressa ordinaria all’Università di Pisa e direttrice del Centro interdipartimentale di ricerca in Diritto e tecnologie di frontiera.

L’innovazione nella ripresa economica e nella trasformazione della vita quotidiana sarà al centro di una serie di eventi dal vivo con alcuni tra i più influenti economisti, filosofi e scrittori del nostro tempo. Venerdì 9 ottobre spazio ad alcuni progetti europei della Regione Toscana sulla diffusione dell’utilizzo dei dati per gestire il territorio e il turismo con Trafair e Herit-data (alle 14.30 e 16.30 in videoconferenza).

Orgoglioso di ospitare anche quest’anno il Festival è il sindaco di Pisa Michele Conti: “Un evento qui nato e cresciuto che conferma la vocazione antica, attuale e futura della città come luogo di scienza e di ricerca, protagonista delle più significative tappe della rivoluzione digitale. Una manifestazione che abbiamo sempre sostenuto”. Se la pandemia ha cambiato molte abitudini e “ci ha costretto – prosegue il primo cittadino di Pisa – a fare i conti con un uso diverso e più intensivo della tecnologia, il festival diventa ancor di più un momento di riflessione e confronto sul rapporto che ognuno di noi ha con il web, in un mondo dove anche gli spazi pubblici e privati sono stati ridefiniti”.

“L’Internet Festival ha uno sguardo proteso verso il futuro – ha detto alla presentazione della kermesse il neo eletto presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – indagare e delineare le forme possibili di futuro è sempre stato uno degli impegni del festival e il suo successo è stato proprio l’aver fatto sistema tra tutti noi, valorizzando i risultati conseguiti per rendere consapevoli le persone della rivoluzione digitale in atto”. Ma è anche uno sguardo rivolto al passato, ha aggiunto Giani, di una città e di una regione aperta al mondo, “porta e centro di idee. È il nostro passato da valorizzare e proiettare nel presente e futuro. Un po’ come le ricerche di Fibonacci, che (una sorta di Leonardo pisano) portò in Italia la matematica araba. Di lui ricorrono 850 anni dalla nascita e sarà ricordato ad IF2020. “I suoi studi furono possibili perché Pisa, oggi capitale dell’innovazione, era una città aperta al mondo”, ha sottolineato Giani.

Il festival è promosso dalla Regione Toscana, dal Comune di Pisa, da Registro.it e Istituto di informatica e telelematica del Cnr, dall’Università di Pisa, dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dalla Scuola Normale Superiore insieme a Camera di Commercio di Pisa, Provincia di Pisa e Associazione Festival della Scienza. Informazioni sul sito www.internetfestival.it. Leggi il programma completo.

Michele Conti, Eugenio Giani e il professor Gianluigi Ferrari

Foto: Unipi.it

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