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Simone frequenta la 5ª dell’Itis Sarrocchi di Poggibonsi (Siena). Quest’anno avrà la Maturità. Dopo sei mesi fra lockdown e vacanze estive, la voglia di tornare a scuola era tanta. Stamani, come diversi suoi compagni, varcata la soglia della propria classe ha avuto un’amara sorpresa: c’erano solo metà banchi a disposizione. In pratica metà degli alunni aveva un ripiano dove appoggiare libri e quaderni, l’altra metà no. Per fortuna in programma c’erano solo due ore.

A un certo punto è entrato il preside e, abbozzando un sorriso di circostanza, ha ammesso: “C’è questo problema… magari fate a giorni alterni con i banchi…”. Imbarazzante. Ma non è colpa sua, ovviamente. Quando arriveranno i banchi per tutti gli alunni? Una situazione del genere è davvero inammissibile. Secondo alcune voci non prima di ottobre, sinceramente speriamo prima.

La giornata è iniziata presto. Alle 8.30 sono entrate le classi seconde, terze, quarte e quinte. Uscita alle 10.30. Per le prime, invece, entrata alle 11.30 e uscita alle 13.30. “Appena entrati – ci racconta Simone – ci hanno misurato la febbre con il termoscanner”. Novità positiva, visto che le disposizioni del governo prevedono che la febbre vada misurata a casa (ma chi controlla se uno l’ha davvero fatto oppure no?). “La scuola – prosegue Simone – è tappezzata di adesivi, sulle pareti e per terra, che indicano le entrate e le uscite”.

Dopo sei mesi c’era tanta voglia di normalità. Purtroppo, però, il trattamento che i compagni di classe di Simone hanno ricevuto da chi governa il mondo della scuola è davvero pessimo. Non bastano sei mesi per garantire almeno il banco a tutti gli studenti?

Quando chiediamo a Simone se, per caso, avesse una foto della sua classe “menomata” ci risponde così. “Non l’ho scattata, però sulla pagina Facebook della scuola le foto ci sono. Ma sono le aule ‘belline’, quelle con tutti i banchi. Sono poche però…”.

— Il giorno dopo Simone ci ha mandato la foto della sua classe…

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