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Tra pochi mesi entreremo nell’anno in cui ricorrono i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, avvenuta nel 1321. Le celebrazioni nazionali del Settecentesimo anniversario si sono aperte alcuni giorni fa a Ravenna, luogo in cui morì il Sommo Poeta, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (il servizio del Tgr Toscana). Per l’occasione è stata restaurata la tomba. La serata si è conclusa con il canto XXXIII del Paradiso, l’ultimo della Divina Commedia, recitato dall’attore Elio Germano. Il ricco calendario di iniziative dedicate al padre della lingua italiana andrà avanti fino a domenica 12 settembre 2021, quando il Maestro Riccardo Muti salirà sul podio per un concerto in piazza San Francesco, a Ravenna. Il concerto sarà replicato anche a Firenze e Verona.

“Commemorare Dante”, ha detto Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, |”significa rendere omaggio al padre della nostra lingua e ad un caposaldo della letteratura europea e mondiale. Significa anche celebrare il simbolo che racconta al mondo l’Italia, il suo umanesimo e la sua identità fatta di bellezza e accoglienza”.

Nato a Firenze nel 1265, Durante di Alighiero degli Alighieri è considerato il padre della lingua italiana. La sua “Comedìa”, divenuta famosa come Divina Commedia, da secoli è considerata la più grande opera scritta in lingua italiana e uno dei capolavori della letteratura mondiale. Descrive un viaggio nell’aldilà, toccando con mano i drammi e le sofferenze dei dannati, le pene a cui sono sottoposti (a seconda dei peccati di cui si sono macchiati) e le glorie cui hanno diritto. Un viaggio nella storia e nell’uomo, tra emozioni, speranze e sentimenti eterni.

Foto: “Apoteosi di Dante Alighieri a Firenze: l’Amor che move il sole e l’altre stelle”, opera di Giovanni Guida, realizzata in occasione del 700° anniversario del Dies Natalis del Sommo Poeta

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