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Simulavano trattative riservate ad altissimo livello per compravendite di case, alberghi e terreni. Alla vittima di turno, interessata alla vendita del proprio immobile di pregio e grande valore, millantavano la volontà di acquisizione da parte di gruppi o privati stranieri ben dotati di risorse: fondazioni arabe, magnati americani, sceicchi, imprenditori cinesi o banche croate. Il meccanismo che avevano messo in atto era questo: si facevano anticipare somme cospicue per costituire società inglesi tramite le quali gestire le operazioni. Ma in realtà quei soldi non servivano altro che ad arricchire il sodalizio criminale.

Ventotto le truffe messe a segno, con 53 vittime tra proprietari di immobili e imprenditori. L’operazione “Limited“, condotta dalla Guardia di Finanza di Livorno, ha sgominato una banda composta da cinque persone: quattro sono finite agli arresti (due in carcere, due ai domiciliari), ad una invece, di professione notaio, è stata inibita la possibilità di svolgere la professione. Tra i beni sequestrati c’è anche una lussuosa villa con piscina vicino alla Terrazza Mascagni di Livorno. In tutto sono dieci le persone indagate per truffa, riciclaggio e associazione a delinquere. Le truffe sarebbero state messe a segno in Toscana e in altre 8 regioni italiane, nei comuni di Alessandria, Sarzana (a Spezia), Pavia, Venezia, Carpi (Modena) e Assisi (Perugia), a Pozzuoli (Napoli), Altamura (Bari) e persino a Londra

Gli indagati hanno finto di poter trattare immobili per un valore di 150 milioni di euro. La Gdf ha ricostruito proventi illeciti per un milione di euro, tra cui 84mila euro trasferiti in Egitto presso la filiale di una banca degli Emirati Arabi Uniti e 170mila euro per gli arredi e i materiali edili acquisiti, anch’essi, tramite truffe.

Le società fittizie

L’affare si doveva concludere con la creazione di una ‘Limited’, società di diritto inglese, versando circa 30 mila euro a carico del venditore. Incassata la somma i proponenti il business si rendevano irreperibili. In alcuni casi il sodalizio criminale interveniva nelle pratiche per l’ottenimento di mutui o prestiti, in cui si prevedeva di costituire società straniere (sempre a spese del malcapitato). In altri casi, invece, il sodalizio si offriva come intermediario per la vendita di materiali e arredi di vario genere in pronta consegna, ritirando poi la merce con la contestuale consegna di assegni, risultati sempre inesigibili.

Chi sono gli arrestati

A guidare il sodalizio secondo gli inquirenti sarebbe stato il livornese Nicola Calderini, direttore della società britannica Sts Investment. È stato arrestato insieme al suo autista, Mike Berni. Ai domiciliari l’ex imprenditore turistico Giuseppe Doveri (con una condanna definitiva sulle spalle per bancarotta fraudolenta) e l’albanese Bilbil Muca, imprenditore edile. Il notaio Valerio Vignoli avrebbe conferito autorevolezza al sodalizio, sempre secondo gli inquirenti. Nei suoi confronti è scattata l’interdizione dalla professione per un periodo di otto mesi. A Calderini oltre alla lussuosa villa di Livorno da circa tre milioni di euro, sono state sequestrate 4 auto, per un valore complessivo di 260mila euro. In una delle truffe era rimasto vittima l’ex prefetto dell’Isola d’Elba, Giovanni Daveti, come emerso da un’altra inchiesta. Dopo il torto subito si era procurato degli ordigni per danneggiare l’auto di Calderini. La ritorsione era stata fermata dall’intervento dei baschi verdi.

Il sindaco di Livorno ringrazia la Gdf

“La truffa è uno dei reati più odiosi – commenta il sindaco di Livorno, Luca Salvetti – lo è sempre e lo è ancora di più in una fase di emergenza e difficoltà economica come quella che stiamo vivendo. Per questo voglio esprimere un ringraziamento per l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura e innescata dal gip del Tribunale di Livorno che ha emesso provvedimenti cautelari restrittivi con l’arresto di quattro persone, due in carcere e due ai domiciliari. L’operazione “Limited” di questa mattina ha dimostrato la grande efficienza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Livorno comandata dal colonnello Gaetano Cutarelli, un blitz che ha disarticolato un sodalizio dedito alla commissione di truffe internazionali immobiliari e finanziarie ai danni di altri imprenditori e privati cittadini. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al blitz per la difesa della legalità e il corretto funzionamento della democrazia nella città di Livorno”

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