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Non conoscevamo la Gran Loggia d’Italia, così quando ci è arrivato il suo comunicato stampa, che annunciava un’importante donazione a favore della Croce Rossa Italiana, abbiamo deciso di approfondire. Siamo riusciti a parlare con il responsabile della seconda obbedienza massonica italiana, che ci ha spiegato bene il senso dell’iniziativa e diverse altre cose interessanti sulla realtà che guida.

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Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus hanno organizzato diverse iniziative di solidarietà, senza mai darne notizia. Stavolta però è diverso e non solo per l’entità della somma versata. La Gran Loggia d’Italia degli ALAM ha raccolto tra i propri iscritti la somma di centomila euro, versandola alla Croce Rossa Italiana. “Abbiamo voluto dare un segnale forte – spiega il Gran Maestro Luciano Romoli (nella foto) – nella speranza che molti altri seguano il nostro esempio. Ora più che mai è indispensabile aiutare chi ha bisogno, lottando tutti insieme contro il coronavirus”. La Gran Loggia d’Italia, nata nel 1908 dal distacco di una componente del Grande Oriente d’Italia, conta circa diecimila iscritti, di cui il 26% sono donne. È questa la novità più grossa che differenzia la GLdI dal GOI, l’obbedienza italiana numericamente più importante.

Tra le numerose iniziative svolte su tutto il territorio nazionale, ci racconta Romoli, “c’è l’acquisto di mascherine per la popolazione, di ventilatori per la respirazione dei malati di Covid-19 ed anche la sanificazione di alcuni paesi nel Sud Italia. Molti nostri fratelli – prosegue il Gran Maestro – si sono mossi autonomamente, donando e promuovendo raccolte di fondi per l’emergenza. Ma ci è parso importante fare un ulteriore sforzo, a livello nazionale, perché uno dei nostri obiettivi istituzionali è fare del bene a chi ha bisogno”.

Il Gran Maestro Romoli, eletto lo scorso 30 novembre, ci racconta come è entrato nell’obbedienza. “Mi ci portò un avvocato con cui collaboravo, parlandomi delle possibilità di crescita umana e morale all’interno della Loggia. Da noi per salire dal gradino più basso a quello più alto, il livello 33, ci vogliono dai 25 ai 30 anni. Bisogna studiare filosofia, matematica, religioni comparate”. Quando gli chiediamo se vi siano limiti con la religione, ci spiega: “Nessun limite e massimo rispetto reciproco. In Libano siamo la più grande comunione massonica. Pensi che a Beirut si riuniscono fratelli di 14 diverse confessioni religiose”.

Ma come si diventa massoni? “Noi non bussiamo alla porta di nessuno, chi è interessato deve farlo. In più, per entrare, bisogna essere presentati da un fratello. A chi vuole aderire chiediamo la certificazione penale e fissiamo tre incontri, cercando di capire le sue vere motivazioni e aspirazioni. Di certo da noi non si entra per motivi di interesse personale”. Ma tutte le materie che si devono studiare e approfondire a cosa servono: “In una scuola iniziatica – ci spiega Romoli – tutto ciò che studi lo devi applicare su te stesso, per arrivare a un profondo cambiamento-miglioramento della tua persona”.

“La Gran Loggia d’Italia – conclude Romoli – continuerà a lavorare al fianco delle Istituzioni, delle associazioni e della società civile per superare questi giorni bui e dolorosi; forti di quei valori etici e morali di cui è portatrice, e dei quali aveva subito l’influenza anche Henry Dunant, il fondatore della Croce Rossa e primo premio Nobel per la Pace”.

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