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– Giuseppe Capuano e Guido Martinelli –

Mentre il treno ci culla nel breve tragitto che separa Pisa dalla vicina cittadina lucchese, che per tanti secoli fu un’acerrima nemica ma ora è un luogo conosciuto nell’orbe terracqueo anche per il Lucca comics dove ci stavamo dirigendo, ripassavamo le nostre conoscenze sulla manifestazione. In quell’ultimo giorno di ottobre eravamo in missione non per conto di Dio, come gli amati Blues Brothers, bensì per il nostro sito arnino e quindi dovevamo essere all’altezza della situazione per non far sfigurare il nostro amabile direttore.

Il mio sodale Giuseppe Capuano, detto Beppe, conoscitore di fumetti anche più aggiornato di me che li ho adorati fino alla… perdita dei capelli, essendo già passato tra i fumetti ed altro il giorno precedente per conto suo mi aggiorna su quello che ha visto. Inizio scoppiettante, caro Guido, perché è stato annunciato che Dylan Dog si sposa!

L’evento è stato presentato alla sala Robins nella chiesa di S. Giovanni e segna tra l’altro il passaggio di consegne definitivo (?) fra il suo creatore Tiziano Sclavi e Roberto Recchioni. Un Dylan che si proietta nel presente con una trasformazione profonda, simbolicamente iniziata con il matrimonio “d’amore” con il suo partner Groucho Marx. È un Dylan, quindi, che continua a stupirci pur rimanendo fedele a se stesso, un personaggio “scomodo” che, in controtendenza rispetto al ritorno di una morale bacchettona, compie delle scelte dettate solo dalla sua coscienza. Gli autori si aspettano una cascata di commenti social dai soliti hater, ma il futuro è tracciato e non arretra di fronte a nulla.

Un’altra grande novità riguarda la collaborazione fra la nostra Bonelli e la DC americana con un crossover prossimo venturo che interesserà due campioni del fumetto e del nostro immaginario: Dylan Dog e Batman, entrambi tenebrosi e non sempre politicaly correct. Il numero zero è andato letteralmente a ruba.

Ci credo, Beppe, e mi dispiace di non essere stato presente anch’io ieri, perché Dylan è uno dei miei miti. Intanto sottolineiamo come la kermesse lucchese dove siamo diretti ricorre da anni nelle festività dei morti e raccoglie centinaia di migliaia di visitatori a volta risultando, così, la più grande rassegna italiana di fumetti, animazione, giochi (di ruolo, da tavolo, di carte), videogiochi e tutto ciò che concerne l’immaginario fantasy e fantascientifico risultando seconda nel mondo solo al Comiket di Tokyo.

Lo so, Guido, ne sono un assiduo frequentatore da sempre. Un po’ del mio stipendio di docente per anni si è fermato qui. La storia di questo vero e proprio fenomeno di costume è lunga e travagliata e prende le mosse dal lontano 1966 con la seconda edizione del Salone Internazionale del Comics e dal quarantesimo appuntamento del 2006 si è spostata nel centro cittadino e all’interno delle stupende mura lucchesi dove, lasciato il mezzo di locomozione, ci siamo diretti convinti.

Finite le rievocazioni storiche ci incamminiamo per la strada che porta verso Piazza Napoleone e la festa ci viene incontro con la moltitudine di cosplayer e di appassionati che circolano a branchi muovendosi tra gli stand e le numerose attrazioni a disposizione delle masse.

Conquistati i magici accrediti stampa che permettono di avere una corsia privilegiata dovunque, ci infiliamo in uno dei grandi padiglioni di Piazza Napoleone che, nonostante l’ora ancora giovane, sono già brulicanti di ricercatori di autografi e firme dei migliori disegnatori italiani assiepati negli stand delle case editrici. La fila per Zero Calcare partiva da Ripafratta. Ma d’altronde l’autore aretino (ragazzi, dè, scusate eh, ma noi toscani siamo di molto ganzi) presentava il suo nuovo lavoro “La scuola di pizze in faccia del professor Calcare”, una raccolta di reportage, storie, racconti e recensioni.

Oh Beppe, si comprerà senza firma. Aspetta, Guido, c’è anche da segnalare un altro volume molto atteso: “Il giorno di Tarowean” per gli amanti di Corto Maltese, il terzo volume del duo Canales-Pellejero che ormai si sono dati come mission di continuare a narrare le avventure del marinaio più amato nel mondo. Questo terzo volume indaga il passato misterioso di Corto e finisce là dove inizia il suo battesimo letterario, in balia delle onde nel primo fotogramma de “La ballata del mare salato”.

Noi, però, animati da genuino campanilismo, optiamo per le glorie pisane e siamo fortunati perché ci capita subito d’imbatterci nel grande Gipi, autore pisano ormai al culmine della notorietà e simbolo stesso, crediamo, dello spirito poliforme di Lucca Comics in quanto disegnatore, pittore, regista, attore, scrittore. La sua ultima graphic-novel che va a presentare si intitola “Momenti straordinari con applausi finti”. Gipi stesso, in un breve colloquio con Beppe, ci anticipa essere un lavoro che continua la sua ricerca sul rapporto/connubio vita/morte.

Dopo il primo autore pisano noto oltre il Foro di San Giuliano andiamo a cercare anche il secondo, Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, che è ormai un fumettista di assoluto valore nazionale con collaborazioni a riviste importanti come XL, Animals e Lìnus.

Beppe, che di questo argomento ne sa una più del diavolo, ricorda come nel 2014, proprio qui, Tuono abbia conquistato il premio come “Migliore autore unico” della Rassegna.

Io, Guido, ne approfitto per farmi firmare il volume della sua scanzonata ma storicamente valida ricostruzione della vita di “Garibaldi”, non l’unica biografia di personaggi famosi disegnata e scritta da lui dato che sono uscite anche quelle di Galilei e Turing.

Mi presento al Tuono con i capelli in ordine in qualità di ammiratore del sommo generale anche per rompere il ghiaccio, ma devo essere stato convincente al punto che mi scambia per un fervente patriota e così mi definisce scrivendolo sulla prima pagina del libro acquistato insieme alla firma. Si mostra disponibile a scambiare con noi due parole così procedo con domandine di prassi dato che dietro di me c’è una mamma che freme per avere la firma per il figlio che le sta accanto.

Qual è l’ultimo libro che hai pubblicato?
Chatwin, la storia di un gatto che un giorno decide di lasciare i suoi padroni e fuggire da casa.

Di cosa ti stai occupando ora?
Sto collaborando con il collettivo “Amianto Comics” che è un collettivo di giovani fumettisti con cui abbiamo realizzato strisce di parodie di classici del fumetto

Com’è attualmente la situazione del fumetto?
Mi pare buona e che si recepisca sempre più il messaggio che il fumetto lancia. A Pisa, per esempio, si è creata una piccola comunità di fumettisti presso il Cinema Lanteri. Proprio pochi giorni fa, il 28, abbiamo realizzato un panel di fumetto-scienza. Al Cinema Arsenale ogni mese disegniamo strisce sul film del mese. L’ultimo è stato su “Apocalypse now redax” di Coppola. Collaboro anche con l’Università di Pisa con cui ho collaborato per realizzare libri illustrati sulla tecnologia applicata alla medicina.

Tu che fumetti leggevi?
Sono cresciuto con i Peanuts e la saga di Charlie Brown e in seguito ho conosciuto ed apprezzato le strisce di Daniel Clowes e le avventure di Calvin e Hobbes di Bill Watterson.

Lasciato Tuono ai suoi ammiratori, che ormai ci guardavano in cagnesco perché distraevamo il loro eroe dalla mansione in quel momento a loro più cara, ovvero la firma del volume acquistato io, Beppe, trascino l’incerto Guido verso un padiglione di una piccola ma agguerrita casa editrice torinese che ho conosciuto grazie a mio figlio: “Allagalla”. Il titolare attuale del marchio, Alberto Giachino, ci racconta che il nome è ispirato ad un fumetto di fantascienza e le edizioni sono nate una decina di anni fa ma lui l’ha rilevata da solo un anno e assieme ai cuoi collaboratori ci presenta, orgoglioso, i suoi prodotti, che sono le riproposte di vecchi classici del fumetto nazionale. Per arrivare a tanto ha contattato gli autori stessi o i loro eredi.

Ce ne illustri alcune…
Tra le numerose opere che vedete vi presento “Charlie Charleston” di Angelo Stano; la collana di classici come “Le avventure di Tom Sawer”; un saggio sulla figura di Erio Nicolò, mitico disegnatore di Tex deceduto nel 1983; l’ultima fatica di Attilio Micheluzzi che chiude il ciclo di Capitan Erik; “La conquista del West, ovvero storie, protagonisti, eroi del fumetto western italiano” curato da Roberto Guarino e Matteo Pollone.

Lasciamo il padiglione dove la fila per la preziosa firma di Zero Calcare è ormai oltre San Giuliano e credo che l’ultimo intraveda persino la torre in lontananza.

A quel punto decidiamo di recarci al Teatro Giglio dove andava in scena “Master of Erotica”, la carne e la carta, un incontro con gli autori che hanno definito l’immaginario collettivo del fumetto erotico nostrano.
Sul palco, in penombra, hanno raccontato le loro esperienze legate al tema: Paolo Eleuteri Serpieri (Storie del West, Druuna, Tex, l’eroe e la leggenda); Emanule Taglietti (Zora la Vampira, Sukia, Ulula), Luca Montagliani (autore, musicista ed editore di Annexia), Steve Sylvester (fondatore e leader dei Death SS) e Moreno Burattini (Zagor, Cimiteria).

È stato un bel tuffo nel passato che ha fatto riemergere personaggi di carta del passato dei giovani degli anni settanta e seguenti del secolo scorso in cui questi personaggi, sia pure un po’ nascosti per non disturbare il forte senso del pudore dell’epoca, erano molto seguiti. Interessante l’osservazione emersa dal dibattito, imprevista per noi cronisti arnini, che nonostante certe prese di posizione moralistiche per cui la distribuzione di questi prodotti era difficile e gli autori celassero persino la loro identità sospinti da una forma di vergogna, si respirava in quei tempi un’aria più libertaria ed aperta rispetto all’attuale, apparente, permissivismo.

Gli editori, attraverso una selezione d’immagini, hanno condiviso immagini e ricordi, e hanno comunque sottolineato che verranno riproposti alcuni di quei personaggi a dimostrazione, come si diceva nello stand “Allagalla”, che riproporre il passato è importante dato che abbiamo un gran numero di bei fumetti dietro le nostre spalle da non lasciare nell’oblio.

Lasciato il teatro giriamo per il bellissimo centro cittadino percorso da torme di cosplayer incuranti di Giove Pluvio non molto contento dello spettacolo che si svolge sotto di lui e quindi minaccia con forza di dare segnali tangibili del proprio malumore.

Tra l’altro Beppe mi spiega che sabato 2 novembre è previsto qui il più grande raduno di tutti i supereroi Marvel mai visto: dagli “Avengers” agli “X-Men”, da “I Fantastici 4” a tutto l’universo di “Spiderman”, in tributo all’indimenticato e leggendario Stan Lee. L’obiettivo è di arrivare a 500 cosplayer presenti. Vicino Piazza San Michele ci viene incontro una sfavillante cosplayer, una simpatica signora di media età con due grandi ali rossicce dietro le spalle che ci colpisce al punto che Beppe la ferma. Mentre Guido la fotografa io, Beppe, la intervisto.

Complimenti signora, chi è il personaggio che interpreta?
Sono Elton John all’inizio di “Rocket Man”, il film biografico a lui dedicato, in cui si ripercorre tutta la vita della rockstar.

Lei chi è e da dove viene?
Mi chiamo Marcella Bertagna, sono una ragioniera di 55 anni e vengo da Camaiore.

Da quanti anni è una cosplayer?
Da 19 anni e ne sono molto orgogliosa. Tutti gli anni cambio personaggio passando dai manga ai videogiochi alla Marvel. Ogni anno è una sorpresa perché non sono io che scelgo il personaggio da interpretare qui a Lucca, ma è lui che emerge e viene fuori di prepotenza per farsi rappresentare, com’è accaduto quest’anno con Elton.

Quanto ha impiegato per farsi questo stupendo vestito?
Questo è un vestito sartoriale e mi ci sono volute circa 160 ore di lavoro nell’arco di sei mesi per un costo di 2.000 euro per realizzarlo a mano con l’ausilio di colla e macchina da cucire. La cosa più importante è curare tutti i dettagli dei vestiti e mi preme sottolineare che tutto questo non è una pagliacciata bensì una cosa seria. Mi diverto molto a cambiare personalità e ricoprire, di anno in anno, ruoli diversi. Tengo moltissimo ai miei vestiti, quasi quanto i miei nipoti che sono la cosa più cara che ho al mondo. In tutto ne ho 23 e li conservo gelosamente perché sono una parte importante della mia vita.

Salutiamo la signora Marcella, ormai circondata da un numero crescente di ammiratori delle sue bellissime ali colorate, e proseguiamo verso Palazzo Ducale dove andiamo a visitare alcune importanti mostre dato anche che il bellicoso Giove Pluvio, affilate le armi, ha iniziato un massiccio bombardamento che impone la conquista di un rifugio immediato. Tra le stupende opere esposte nella Sala del castello ci colpiscono quelle della bravissima disegnatrice italiana Barbara Bartoli, vincitrice del Premio Gran Guinigi 2018 per “Lucenera”, ed. Oblomov, avvincente grafic-novel di due sorelle, un’eredità e un pianoforte ambientata nelle campagne del Notthinghamshire nella seconda metà dell’800.

Accanto alle stupende tavole di questa autrice, romana di nascita e ravennate di adozione, campeggia una sua interessante riflessione. “La semplicità sta alla base dei miei racconti, poiché io per prima vorrei leggere storie semplici, che in realtà celano mondi infiniti”.

A quel punto usciamo e constatato che il signore della pioggia ci concede, bontà sua, una tregua, mi lascio trascinare da Beppe verso la Casa della Carta in Piazza Anfiteatro. Io non ne sapevo niente ma lui è informato e me la illustra in quanto fan della serie televisiva omonima cui si riferisce, prodotta in terra iberica e trasmessa in territorio italico da Netflix. Lui non deve essere l’unico ad amare questa serie perché, quando arriviamo lì c’imbattiamo in una fila così lunga che al confronto quella di Zero Calcare pare una di una mensa classica. Grazie alla nostra condizione di cronisti li superiamo tutti con un balzo, non senza un briciolo di vergogna, e riusciamo ad entrare dentro.

Lì troviamo alcuni attori che nelle vesti dei personaggi della serie fanno rivivere a piccoli gruppi di visitatori alcune atmosfere della serie in una breve escape room.

Il buon Beppe mi ha spiegato prima, in pochi minuti, anche la trama di questa serie (nel 2020 arriverà alla quarta stagione) che narra gli sviluppi di due rapine nella zecca spagnola di Madrid dove i rapinatori intendono stampare miliardi di euro legali per poi svignarsela col malloppo. L’ideatore del piano è un uomo conosciuto come il Professore, che ha selezionato un gruppo di malviventi che non hanno nulla da perdere. Ognuno di loro agisce con una maschera del Pittore Dalì sul volto e ha il nome di una città: Mosca, Rio, Berlino, Parigi, Oslo, Tokyo. Nella terza edizione l’obiettivo è ancora più ambizioso: la banca con le riserve auree spagnole. Abbiamo lasciato i nostri eroi all’interno di essa in attesa degli eventi della prossima quarta stagione.

Il nostro gruppo di fuoco annovera tra le sue fila un baldo ed efficiente Pizzighettone che risulta fondamentale per aprire la cassaforte ed entrare nel caveau nei tempi previsti dal Professore, con successiva fuga liberatoria. In quel luogo sfavillante di danaro ho la possibilità di gettarmi in un mare di banconote e soddisfare così l’infantile desiderio di imitare Paperone.

Lasciato il crimine alle spalle e ignorata, purtroppo, per mancanza di tempo, la presentazione della nuova “The Witcher” sempre della Netflix, ci dirigiamo verso gli stand dei videogiochi e della editoria dove abbiamo la fortuna di incontrare anche lo stand di Movie, la rivista di cinema più diffusa d’Italia, che ci regala una coppia molto interessante con tanto di servizio proprio sulla manifestazione incorso e che consigliamo a tutti coloro se non la conoscono.
Approfittando di una tregua meteo raggiungiamo le mura e navighiamo in mezzo a mandrie di stupendi cosplayer che sull’imbrunire passano davanti agli stand.

Giunti al palco centrale abbiamo la ventura di vedere e sentire la splendida voce di Julia Hime, voce di temi italiani di film d’animazione giapponese, che era accompagnata dal Dj-V, con “Made in Japan”. Una stupenda voce unita ad una grande presenza scenica supportata da giochi ed effetti di luce di qualità.

E quando la notte prende il sopravvento riprendiamo la via della stazione stanchi, soddisfatti, ma un filino tristi perché il comics è un mondo immenso, che non finisce mai, e richiederebbe ancora più tempo e attenzione, oltre al dono dell’ubiquità, per non perdersi nulla delle meravigliose proposte della organizzatrice “Lucca Crea”. È un vero e proprio mondo parallelo, un paese dei balocchi dove viene esaltata la parte più pura, infantile, di tutti noi. Una festa con la effe maiuscola.

E io, Guido, l’anno prossimo ci andrò di prepotenza per un numero maggiore di giorni. Invece, io, Beppe, tutti gli anni frequento per più di un giorno la kermesse, e consiglio a tutti voi di imitarmi.
Ciao comicsamici!

Giuseppe Capuano e Guido Martinelli

Giuseppe e Guido a Lucca Comics

Una carrellata sui cosplayer

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