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L’elenco delle persone che hanno partecipato al funerale di Beppe Bigazzi, morto a 86 anni, l’aveva scritto lui stesso. Ed era un elenco assai ristretto: solo venti persone. L’annuncio della morte lo ha dato uno dei suoi amici, lo chef Paolo Tizzanini, sulla propria bacheca Facebook: “A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno un grande uomo in tutti i sensi”. Sotto campeggia la foto di Bigazzi, con la copertina di un suo libro, “Orti Custodi”. I due oltre che amici erano colleghi, insieme avevano condotto un programma sul canale Alice Tv (“Bischeri e bischerate”).

Le esequie si sono svolte lunedi 7 ottobre in una piccola chiesa di Roma. “Beppe – rivela Tizzanini – non si è mai sentito un vip e aveva espresso la chiara volontà di avere un funerale riservato solo ai parenti e agli amici stretti. Ecco perché abbiamo annunciato la sua scomparsa solo dopo le sue esequie”.

Amici di lunga data, Tizzanini racconta di essere stato a trovare Bigazzi pochi giorni prima della morte, lo scorso 3 ottobre: “Gli ho portato le eccellenze del nostro territorio che lui amava tanto: fagioli zolfini, pane di Gorgiti e del vino buono”.

Fabrizio Diolaiuti, giornalista, scrittore e autore tv, molte volte ospite della “Prova del cuoco”, ha ricordato l’ultimo colloquio che ha avuto con Bigazzi: “Come stai? Fabrizio, ti voglio tanto bene ma non mi chiamare più. Ci siamo salutati così. Che carattere. Un uomo incredibile. Intelligente e allegro. Diretto, sincero. Che bello aver condiviso il lavoro e la ricreazione del dopo lavoro insieme a te. Anch’io ti ho voluto e ti voglio tanto bene. Viva Beppe”.

Bigazzi aveva espresso il desiderio che le proprie ceneri venissero sparse sulle Balze del Valdarno, spettacolari rilievi di detriti stratificati formati per erosione in seguito al prosciugamento di un lago che ricopriva la zona due milioni di anni fa. Il primo ad accorgersi della loro particolarità fu Leonardo da Vinci, che ne parlò nei suoi manoscritti.

Antonella Clerici, Paolo Tizzanini e Beppe Bigazzi (1999)

2 Comments

  1. luccacicche Reply

    Essendo cresciuto durante la seconda guerra mondiale,vorrei fare un comento sul il licenziamento che la Rai fece perché il buonanima di Bigazzi parlò di una ricetta per cucinare i gatti.Come dicevo sono cresciuto durante la seconda guerra mondiale e in quell’anni gatti grassi non ne circolavano,perché se no andavano a finire in qualche pentola.E’ facile fare della morale quando si ha la pancia piena ( che pace mena ),se qualcuno di quelli che sono contrari a mangiare gatti mi spiegasse il perché, se è una questione di scelta va benissimo ma criticare chi lo fa è ingiusto.Che io sappia non ne ho mai mangiato,dico che io sappia perché mio padre buonanima ne ha mangiati e mi diceva che è come mangiare del conigli.

  2. lorenzo van perg Reply

    Concordo completamente col precedente articolo..io e la la mia famiglia..tra il 44 e il 45 siamo sopravvisuti grazie anche ai gatti… Certo che l ipocrisia italiota e’ proverbiale..sopratutto da parte di bimbixxxxchia cresciuti a nutella e merendine

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