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Una donna di 41 anni, ricoverata da venerdì scorso all’ospedale San Luca di Lucca, racconta che sul vassoio che le hanno portato per la cena, oltre alla crema di piselli, al prosciutto cotto, alle verdure lesse e alla mela cotta, c’era anche del pane con tracce di muffa (foto d’archivio). “Potete immaginare il mio disgusto”, racconta la signora Rossana al Tirreno. “Ho smesso di mangiare e sono andata chiedere spiegazioni. La persona che consegna il vitto ai pazienti ha detto che sono cose che possono succedere e che non dipendono dall’ospedale ma dal panettiere. A quel punto sono andata a informare il resto dei ricoverati del reparto: è venuto fuori che ad altri due pazienti era stato consegnato del pane ammuffito. Ho richiamato le infermiere, mi hanno detto che avrebbero fatto una segnalazione e mi hanno invitato a parlare dell’accaduto con la caposala… In ogni caso ho chiamato anche il 113 per segnalare il fatto e quando uscirò dall’ospedale sporgerò denuncia”.

Dopo le segnalazioni la Direzione ospedaliera ha fatto un sopralluogo nelle cucine e inviato un richiamo formale alla ditta incaricata dell’erogazione del servizio. Il pane, si precisa, viene fornito ogni giorno da un panificio locale ed “è la prima volta che viene rilevato un disservizio di questo tipo, sicuramente grave ma limitato a questo evento”. La direzione assicura che, oltre a quelle di routine già previste, saranno effettuate verifiche aggiuntive per garantire maggiore sicurezza e qualità del servizio.

Quanto si è verificato a Lucca scatena un putiferio politico. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Maurizio Marchetti, ha presentato un’interrogazione per fare piena luce su quanto accaduto: chiede di “avviare un’indagine specifica, per come indicato nelle linee di indirizzo ministeriali, presso i pazienti degli ospedali toscani sulla qualità percepita dei pasti somministrati, così da poter riformulare eventualmente l’offerta sulla base degli esiti che si andranno a cristallizzare. Una volta il verme giallo a Pisa, una volta il disgusto espresso da pazienti di più ospedali della Toscana, ieri il pane con la muffa a Lucca… basta! La qualità dei pasti in ospedale non è un’opinione. Esistono specifiche linee di indirizzo diramate dal Ministero della salute su standard, controlli, qualità percepita e qualità totale. La Regione ne verifichi l’applicazione puntuale ospedale per ospedale”.

“Il problema però è generale – prosegue Marchetti – e le segnalazioni dalle corsie ospedaliere di tutta la Toscana si susseguono in un autentico tam tam a fronte del quale io come azione di giunta più recente non trovo altro che la dichiarazione rilasciata da Saccardi del Pd in risposta a un consigliere regionale del Movimento 5 Stelle tramite nota stampa del 10 ottobre scorso in cui affermava: ‘Il cibo somministrato negli ospedali toscani è sano, controllato e sottoposto a continue verifiche (…) Forse, così come i 5 Stelle pensano che il tunnel del Brennero sia già funzionante e utilizzato dal trasporto su gomma, magari pensano anche che in ospedale si debba dare cinghiale e vino rosso’. Non vorrei – prosegue Marchetti – che stante la nuova alleanza tra Pd e M5S, oggi si intenda far ricadere il pane con la muffa nella fattispecie qualitativa asserita dall’assessore, ecco. Basta dichiarazioni, si parli per dati”.

Ma per parlare di numeri ovviamente bisogna prima raccoglierli. “Nel suo documento Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera e assistenziale – prosegue Marchetti nella sua mozione – nell’ottica del principio di Qualità Totale (QT) del vitto ospedaliero il Ministero prescrive, tra l’altro, anche la fase di monitoraggio e raccolta dati sulla qualità percepita e sulla fase di outcome dei pasti, vale a dire ciò che resta nel piatto a fronte del totale di quel che viene distribuito, prevedendo espressamente ‘l’utilizzo di questionari e di interviste ai pazienti. Beh avanti – esorta Marchetti – si elaborino quei dati se ci sono oppure si proceda con l’indagine in tutti gli ospedali toscani. Dopo sì che si potrà parlare, e di conseguenza anche rivalutare e rimettere a debita qualità l’offerta nutrizionale rivolta ai degenti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la protesta della Lega. “Comprendiamo benissimo e condividiamo pienamente lo stupore e l’indignazione di quella paziente ricoverata all’ospedale San Luca di Lucca – afferma Elisa Montemagni, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Toscana -. Oltre alla signora in questione pare che questo inconcepibile inconveniente sia capitato ad altri ricoverati. Un fatto inaccettabile, ancor di più perché il problema è stato riscontrato in un nosocomio dove le attenzioni anche in ambito alimentare dovrebbero essere ai massimi livelli. Ci chiediamo, a questo punto – prosegue la Montemagni – se sia stato un caso isolato, peraltro grave, oppure se la cosa si ripeta con una certa periodicità, magari pure interessando altri piatti destinati ai degenti”. “La problematica – dichiara la rappresentante del Carroccio – non è assolutamente da minimizzare e bene ha fatto la signora Rossana a denunciare immediatamente l’accaduto. Ora – conclude Elisa Montemagni – attendiamo adeguate risposte in merito dai responsabili dell’ospedale, ma organizzeremo, parimenti, nei prossimi giorni, una visita al San Luca per verificare direttamente lo stato delle cose; non vorremmo che, oltre a fronteggiare il batterio killer, ci siano anche da monitorare ed analizzare i pasti, serviti a chi è ricoverato in una struttura sanitaria”.

Foto d’archivio

1 Comment

  1. Un mio amico di Firenze mi diceva sempre scherzando: luca luchese, finto cortese. Non mi è mai piuciuta la gente di quella cittadina provinciale e noiosa. Ora anche questa notizia.

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