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Dopo l’intesa per la nascita del governo Conte bis, c’è già chi pensa di allargare l’asse Pd-Cinque Stelle anche a livello locale, a partire dalle prossime elezioni regionali.In Toscana le indiscrezioni circolano da giorni, tra smentite più o meno convincenti. Dopo alcuni giorni di silenzio il M5S, attraverso il capogruppo in Consiglio regionale Giacomo Giannarelli, fa sapere che non faranno alleanze con nessun partito. Niente alleanza giallorossa in salsa toscana. Pare questa la linea. Anche se Giannarelli non chiude del tutto la porta: “Sempre pronti a discutere di temi nell’interesse della nostra regione”. Ma che vuol dire? Qualcuno pensa a un patto di desistenza: fare campagna elettorale distinti e distanti, ma evitando di darsele di santa ragione, concentrandosi solo sul “nemico” comune, la Lega. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, invita tutti alla calma: “Aspettiamo che parta il governo nazionale. Poi rifletteremo e discuteremo”. Nessuna apertura, ma neanche chiusura a priori.

L’europarlamentare Simona Bonafè, coordinatrice toscana del Pd, sottolinea che “a livello nazionale si sta aprendo un nuovo quadro politico che sarà più chiaro nei prossimi giorni e di cui tenere conto anche in vista delle elezioni regionali. Ma è bene ribadire che le alleanze si fanno a partire dai programmi, che sono la base di ogni coalizione seria, capace di guardare agli interessi e ai bisogni dei cittadini”. Anche lei sembra iscriversi al club del “stiamo a vedere, se son rose fioriranno”. Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione, ribadisce: “La disponibilità al dialogo c’era anche prima: col M5S toscano a volte abbiamo discusso nel merito delle questioni, altre volte loro hanno buttato la palla in tribuna. Vediamo, non ci sono automatismi”.

Intanto dalla Lega lanciano un allarme. Pd e Cinque Stelle potrebbero mettere mano alla legge elettorale (aprendo la strada a un futuro inciucio?). “Non ci spaventa l’eventualità di una bizzarra alleanza Pd-M5S per le elezioni regionali in Toscana – sottolinea l’europarlamentare Susanna Ceccardi, coordinatrice della Lega in Toscana -. Ci preoccupa piuttosto l’ipotesi che insieme possano mettere mano alla Legge elettorale regionale. Ad un’alleanza fatta alla luce del sole riconosco una dignità politica che invece non hanno le manovre di Palazzo a cui stiamo assistendo in questi giorni e che non avrebbe un comune accordo per cambiare in corsa le regole della competizione elettorale regionale”. Ceccardi poi aggiunge che “la proposta indecente avanzata da alcuni esponenti del Partito Democratico per il momento non è ancora stata rigettata dal Movimento 5 Stelle toscano. Per l’amor del cielo, ognuno si accompagna con chi vuole ma credo fermamente che allearsi con chi in Toscana ha creato e gestito per decenni un sistema clientelare che conosciamo bene e che ha impoverito la nostra regione, sia contrario alle stesse ragioni fondative del Movimento 5 Stelle”.

Rincara la dose Elisa Montemagni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e responsabile enti locali: ”In questi anni il Movimento 5 Stelle ha fatto con noi le barricate in Consiglio regionale su tanti provvedimenti del Pd, prima fra tutti la disastrosa riforma del sistema sanitario regionale voluta da Enrico Rossi e Stefania Saccardi. Non posso e non voglio credere che i colleghi del Movimento 5 Stelle possano subire a tal punto il fascino del potere ma, vedendo ciò che sta accadendo a Roma, la cosa non mi meraviglierebbe più di tanto”.

La legge elettorale della Toscana prevede il ballottaggio nel caso in cui nessun candidato presidente raccolga almeno il 40% al primo turno. Il gruppo Sì Toscana a Sinistra ha avanzato una proposta di riforma in senso proporzionale. “I sistemi elettorali devono essere valutati indipendentemente dalle contingenze ma è evidente che se c’ è un voto utile contro la Lega è proprio quello a favore di una legge proporzionale”, dichiarano i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti. Che sia questo il grimaldello da usare per arginare l’avanzata della Lega in Toscana? Se riguardiamo le dichiarazioni rilasciate da Giannarelli (M5S) nel luglio 2018 non dovrebbero esserci modifiche alla legge elettorale: “Non cambiare le regole a gioco iniziato… sarebbe un attacco alla democrazia”. Ma la politica nazionale ci ha insegnato che le dichiarazioni dei politici (compresi i leader nazionali) non sono tavole della legge. Si può fare il contrario di ciò che si era detto poco prima.

Intanto la Lega pare intenzionata a non pretendere più un proprio uomo come candidato alla presidenza. “Deve essere bravo – afferma la Ceccardi – poi che sia della Lega o no è secondario. Di sicuro non deve avere niente a che fare con questo sistema di inciuci Pd-M5S”.

 

5 Comments

  1. Una legge elettorale fatta, in partenza, contro qualcuno????!! Ma che razza di democrazia è questa Sig Presidente di tutti gli Italiani??!!

    • lorenzo van perg Reply

      memrora corta?? il primo che ci provo’ fu De Gasperi…con quella che passo col nome di Legge Truffa..e che invece se osse stata approvata..ci avrebbe fatto vcamminare ancor piu’ spediti vero la vera democrazia…poi ricordo i tentativi del berluska..quelli di Renzi..e chi piu’ ne ha ne metta..Perchje’ se <slvini ne avesse la possibilita' non lo farebbe ?? fatemi i tarzan…su che vi sto a guardare !!!!

  2. Giovanni Beschi Reply

    Poi hanno il coraggio di chiamarsi democratici!! Ma quale DEMOCRAZIA!!!!.

    • lorenzo van perg Reply

      consiglio a leghisti e affini l’uso di maaalox e fissan ..fa passare i brucori e chiarifica le idee

  3. lorenzo van perg Reply

    consiglio a leghisti e affini l’uso abbondante di maalox e fissan..fa passare il dolore..e rende lucidita’ di pensiero…

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