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Dicembre 1998. Alcuni operai stanno lavorando in un cantiere vicino alla stazione ferroviaria di Pisa San Rossore, per realizzare la sede del nuovo Sistema di comando e controllo della linea tirrenica. All’improvviso si accorgono che nel sottosuolo c’è qualcosa di grosso. Fermati i lavori e chiamati gli esperti della Soprintendenza, iniziano gli scavi archeologici. Inizialmente si pensa ad un antico scalo portuale, ben presto si capisce che si tratta del punto di incrocio di un canale della centuriazione pisana con il corso dell’antico fiume Auser, dove dopo alcune alluvioni affondarono almeno trenta imbarcazioni: una vera e propria “Pompei del mare”, da cui vengono alla luce oltre 8mila reperti, tra cui alcune navi di epoca romana, datate tra il III secolo a.C. e il VII d.C. Quattro barche sono quasi integre, nel loro antico splendore: una di queste è Alkedo, nave ammiraglia da 12 rematori. Molto interessanti anche i carichi ritrovati nelle stive, oltre agli oggetti personali degli equipaggi, tra cui i resti di un marinaio morto con il suo cane. Tantissime piccole tessere di un puzzle che permette di ricostruire la vita di duemila anni fa, tra commerci, navigazioni, vita quotidiana e naufragi, almeno una dozzina nel corso dei secoli. Nel corso del VII secolo ci fu l’interramento di quel tratto di fiume, che cambiò il proprio corso non sfociando più nell’Arno ma nel mare. Proprio in quella zona si ammassarono le navi, quasi una sopra l’altra, perfettamente conservate grazie all’argilla che, per secoli, le ha salvate dalla rovina.

Dal 16 Giugno finalmente questi straordinari reperti storici si potranno ammirare al Museo delle Antiche Navi di Pisa, in Lungarno Simonelli. Lo Stato ha investito quasi 17 milioni di euro, dagli scavi al restauro delle navi, fino alla realizzazione del sito espositivo, recuperando gli antichi Arsenali medicei. L’allestimento del museo è suddiviso in 8 aree tematiche, 47 sezioni, su una superficie totale di 5mila metri. Molto soddisfatto, giustamente, il soprintendente ai Beni culturali di Pisa e Livorno, Andrea Muzzi: “È bello che la prima apertura al pubblico sia il giorno più caro a Pisa, quello della Luminara. È stato un lungo tempo quello trascorso, ci sono stati tanti problemi per utilizzare tutti i finanziamenti e nel far lavorare insieme tante diverse competenze. Dobbiamo ringraziare tutti gli uffici che hanno dimostrato grande dedizione a questo progetto, credendoci sempre”.

Anche il sindaco di Pisa, Michele Conti, è felice per la perla che si va ad aggiungere al già ricco patrimonio culturale della sua città: “Si sono unite tante storie di uomini in questo lavoro, con una scuola che si è specializzata, il Centro di restauro del legno bagnato, che potrà portare anche altro lavoro. È una grande occasione per Pisa: abbiamo detto spesso di puntare sullo sviluppo del turismo oltre la Torre, il Comune farà la sua parte nella sfida di rendere attrattivo questo museo, unico e irripetibile”.

Tutte le informazioni per le visite al museo

L’inaugurazione è in programma il 16 Giugno, alle ore 18. Ingresso gratuito dalle 21 alle 23.  giugno alle 18 c’è l’inaugurazione, porte aperte al pubblico gratis dalle 21 alle 23. Lunedì 17, in occasione della festa patronale di San Ranieri, l’apertura è dalle 15 alle 23.

Dopo la fase iniziale questi saranno i giorni e gli orari di apertura:
Venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30;
Mercoledì dalle 14.30 alle 18.30
Biglietti: Adulti 10,49 euro; Giovani (6-18 anni) 5,25 euro; Famiglia (2 adulti e max 3 figli) 20,98 euro.
Tutte le informazioni su www.navidipisa.it

 

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