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Due episodi degni di nota sulla Festa della Liberazione, uno in negativo, l’altro in positivo. A Scarlino, piccolo comune di neanche 4mila abitanti in provincia di Grosseto, qualcuno ha imbrattato con della vernice spray la lapide dedicata alla memoria di un partigiano, Flavio Agresti, medaglia d’argento al valor militare. La lapide è posta su un muro del municipio. Il sindaco, Marcello Stella, ha commentato in questo modo quanto accaduto: “È un gesto che voglio augurarmi sia solo il frutto dell’ignoranza e della stupidità di qualcuno che ha pensato di infangare la memoria di questo nostro illustre concittadino senza conoscerne la storia e cosa rappresenta per tutti noi. Scarlino e gli scarlinesi – ha aggiunto il sindaco – non si meritano gesti come questi che ne disonorano la grande tradizione democratica e di libertà. Sarebbe ancora più grave se quanto accaduto fosse frutto di una posizione politica che rifiuta la memoria e i valori civili della Resistenza, della democrazia, gli stessi che sono alla base della nostra Costituzione.  Questo rafforza la mia convinzione che non bisogna mai abbassare la guardia, che non bisogna cedere alla tentazione di pensare che la storia sia scontata e alla portata di tutti. La storia parla e insegna, se ogni giorno la ricordiamo e se la tramandiamo alle generazioni più giovani. La storia è una grande maestra di vita, ma devono esserci buoni ‘scolari’ ad ascoltarla”.

A Pisa, invece, il sindaco Michele Conti (Lega) il 25 Aprile ha voluto ricordare la memoria di Italo Bargagna (Pci), primo cittadino della città della Torre, dal settembre 1944 al giugno 1951, e membro dell’Assemblea Costituente. “Un uomo del fare – ha detto Conti – un sindaco pragmatico che dette tutto se stesso per rimarginare le profonde ferite subite dalla città cominciando l’opera di ricostruzione. Un uomo delle istituzioni che ha fatto il suo dovere fino in fondo, un esempio a cui ispirarsi nel difficile compito di amministrare Pisa perseguendo il bene comune”.

Nato nel 1889, Bargagna partecipò alla Prima Guerra Mondiale (ricevette una croce al merito) e in seguito fu tra i protagonisti della Resistenza contro il nazifascismo. “Da sindaco – si legge in una nota del Comune – dette tutto se stesso per rimarginare le profonde ferite della città. Con caparbietà, impegno e spregiudicatezza si impegnò per procurare al Comune quel che necessitava all’arduo compito che aveva di fronte”.

Alla cerimonia è intervenuto anche il prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, e il presidente provinciale dell’Anpi, Bruno Possenti: “Il 25 aprile 1945 – ha detto il prefetto – è una data che è parte fondamentale della nostra storia comune, è una giornata di festa e insieme di impegno per il presente e per il futuro nostri e delle nuove generazioni. E’ importante che soprattutto i giovani conoscano e comprendano appieno i significati storici e permanenti di Resistenza e di Liberazione, che non si esauriscono nella lotta al nazifascismo, ma che rappresentano il primo essenziale momento per la riconquista della libertà e della democrazia”.

“Dalla memoria di quei tragici eventi e dalla consapevolezza dei valori così riaffermati – ha detto ancora il prefetto – possiamo trarre la fiducia indispensabile per affrontare le sfide quotidiane. La complessità di queste sfide e delle incognite che vi si accompagnano richiede un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. Libertà, democrazia, unità sono beni che vanno difesi, custoditi e valorizzati sempre e incessantemente nel rispetto del patto costituzionale e dei suoi valori fondativi, che dal 25 aprile traggono origine e che sono il nostro sicuro presidio”.

Perché abbiamo messo accanto questi due episodi? Ci sono state tante polemiche sul 25 Aprile, e forse ancora tante ce ne saranno in futuro. Il fascismo negò agli italiani il bene più prezioso, la libertà. Basterebbe questo, e solo questo, a condannarlo. Ma un gesto come quello del sindaco di Pisa (ex An, oggi Lega), che ha reso omaggio a un esponente politico comunista, fa capire che gli steccati delle ideologie possono essere superati. Si può smettere di guardarsi in cagnesco ed è possibile trovare dei punti in comune per andare avanti.

Nella foto in alto il sindaco Michele Conti e Bruno Possenti rendono omaggio a Italo Bargagna (Facebook Anpi Pisa)

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