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Bellissimo successo per Lorenzo Musetti, 16enne di Carrara, che a Melbourne ha vinto gli Australian Open Junior battendo in finale, in tre set, lo statunitense di origine messicana Emilio Nava: 4-6, 6-2, 7-6 (14-12) dopo due ore e sette minuti di gioco, dopo ventisei scambi e al quarto match point. Per la prima volta l’Italia arriva sul gradino più alto del podio nella prestigiosa competizione, l’undicesimo titolo vinto da un ragazzo italiano in uno Slam junior. Il bravo tennista toscano entra di diritto nella storia essendo il più giovane ad aver raggiunto questo traguardo all’età di 16 anni (17 anni ancora da compiere).

Grande promessa già da bambino, a otto anni Lorenzo entra nel Circolo Tennis Spezia dove conosce Simone Tartarini, suo attuale allenatore. Brucia le tappe in fretta e si fa conoscere in giro per il mondo, vincendo tutto quello che può sia individualmente sia con la Nazionale nelle categorie Under 12 e Under 14. In seguito salta quasi tutta la trafila in Under 16 entrando a far parte del circuito ITF Junior Under 18, in cui vince moltissimi match. L’anno scorso ha trionfato al Trofeo Città di Firenze e il Trofeo Bayer internazionale di Salsomaggiore, entrambi di Grade 2, e all’Allianz Kundler German Juniors di Berlino (Grade 1). Sempre nello stesso anno ha raggiunto i quarti di finale a Wimbledon e la finale agli US Open, due anni sotto età rispetto al limite massimo. Un sogno infranto negli Usa ma un biglietto da visita molto importante che gli permette di continuare a crescere fino ad arrivare alla sua prima prestigiosa affermazione in Australia.

A premiare Lorenzo è stato un mito del tennis, Ivan Lendl. Uscito dal campo il campione toscano ha incrociato Novak Djokovic, che avendo visto la finale junior in tv si è complimentato con lui: “Mi ha detto che avevo vinto grazie ad una grande forza mentale”, racconta Musetti.

“Dopo la finale agli US Open – dice Lorenzo – questo successo agli Australian Open è un’emozione fortissima, una grande soddisfazione che dedico alla mia famiglia, al mio staff e la federazione che mi sta aiutando molto nella crescita, sia economicamente che negli allenamenti. Posso usufruire sempre del centro tecnico. Non posso che ringraziare”. Allevato e cresciuto nell’ambito dei programmi federali, si allena spesso al centro tecnico di Tirrenia (Pisa). “La finale a New York era arrivata un po’ a sorpresa, mentre qui c’erano tante aspettative e non era facile confermarsi. Anzi addirittura fare meglio”.

“Ora comincia il bello”, ha detto Filippo Volandri, responsabile tecnico del centro di Tirrenia.

Il sapore della vittoria

“Ho trovato un rovescio lungo linea un po’ fortunoso – racconta Lorenzo – poi ho recuperato e dal quel momento mi sono liberato, ho cominciato a crederci. Da lì è stata una lotta punto a punto e ne sono uscito vincitore. Lui serviva molto bene, ma sulla seconda cercavo di essere più aggressivo. Tie break da brividi? Ho servito molto bene e proprio grazie a una prima ho annullato il match point sotto 12-11. Certo, quel match point in mio favore sul 10-9 fallito con una seconda larga di un nulla mi poteva costare caro”.

Inevitabilmente il pensiero va alla finale persa qualche mese fa agli US Open junior. “A caldo non l’avevo presa bene, ma anche secondo me è stato un bene”, ha proseguito Musetti. “Una sconfitta è sempre uno stimolo in più per fare meglio. E comunque, meglio perdere una partita oggi che quando conterà di più. Me l’hanno fatto notare in molti, ma ero giunto alla stessa conclusione. Non arriverei a definirlo un fatto positivo, ma non era successo nulla di grave”. “Ora mi godo il momento, è un sogno che si è avverato. Sono soddisfatto perché il lavoro fatto con il mio team sta dando i suoi frutti, il 2019 non poteva iniziare meglio. Ma questo deve essere un punto di partenza”, ha concluso l’azzurrino, d’accordo con Volandri e con i tanti italiani appassionati di tennis.

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