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Si chiude con un grande risultato (180.000 visitatori) la mostra “Marina Abramović. The Cleaner“, ospitata a Palazzo Strozzi, a Firenze. La prima grande retrospettiva italiana dedicata a una delle personalità più famose e controverse dell’arte contemporanea. “Essere la prima donna ad esporre a Palazzo Strozzi è stata per me un’immensa responsabilità – ha detto l’artista serba-. Sono lieta per la grande risposta del pubblico alla mostra, tanto da averla resa una delle più visitate nella storia di Palazzo Strozzi. Con l’Italia ho sempre avuto un rapporto speciale e essere di nuovo qui, dopo molti anni, con un evento così importante per la mia carriera mi gratifica molto”.

Oltre il 70% del pubblico che ha visitato la mostra è femminile e oltre il 50% è under 30. Buona la partecipazione del pubblico locale, che si attesta al 34% del totale dei visitatori. Il 38% dei visitatori è rappresentato dal pubblico turista (italiano e straniero) e il 28% da un pubblico escursionista (a Firenze per una sola giornata). Molto interessante anche il dato dei circa 70.000 visitatori “esclusivi”, ossia di coloro hanno scelto di venire a Firenze principalmente per visitare la mostra a Palazzo Strozzi: un risultato, questo, che dimostra come una grande mostra possa essere un volano importante per il territorio.

Interessante anche a presenza di nuovo pubblico: il 46% del totale dei visitatori (quasi 80.000 persone) ha visitato per la prima volta gli spazi espositivi di Palazzo Strozzi in occasione della mostra e l’85% di loro dichiara di voler tornare per le mostre future. Il 97% del pubblico si dichiara pienamente soddisfatto dell’esperienza fatta.

“Ospitare una simile retrospettiva qui a Palazzo Strozzi significa confermare, ancora una volta, la sua vocazione per il contemporaneo – ha detto Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra -. L’ottimo risultato conferma la validità di un’offerta, che continua ad attirare pubblico e suscitare dibattito, tenendo fede al disegno della Fondazione, di portare a Firenze eventi culturali di qualità e di valenza internazionale. Marina Abramović attraverso la sua profonda ricerca artistica ha attraversato mezzo secolo sfidando i limiti, reinventando il rapporto con il pubblico, riconfigurando il concetto stesso di performance e entrando indelebilmente nell’immaginario collettivo”.

 

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