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Girotondo di polemiche sull’aeroporto di Firenze, dopo la brusca frenata del governo sull’ampiamento di Peretola e la reazione stizzita del sindaco di Firenze Dario Nardella. Il governatore Enrico Rossi ha voluto ribadire la propria posizione sul futuro degli scali toscani: “La messa in sicurezza e il potenziamento di Peretola non sono in contraddizione con lo sviluppo dell’aeroporto Galilei. Come sanno anche le pietre, mi sono battuto in prima persona per la nascita di una società unica Pisa-Firenze che è l’unico vero elemento dinamico e di cambiamento registrato dal sistema aeroportuale toscano. E che ha effetti per tutto il Centro Nord, come si può leggere anche sulle cronache bolognesi”.

Rossi ha tenuto inoltre a precisare che sta lavorando a questo progetto “dalla scorsa legislatura, con costanza e determinazione. Dopo la società unica porteremo a termine i nostri progetti per raggiungere in Toscana quota 11,5 milioni di passeggeri, per i quali sono necessari la crescita di entrambi gli scali e il potenziamento delle connessioni tra Pisa e Firenze all’interno di una strategia comune. Qualunque dichiarazione a me attribuita strumentalmente per triviale campanilismo non ha per me alcun valore. Ai consiglieri di Forza Italia – conclude Rossi – dico di non sperperare il proprio tempo libero, per quanto abbondante”.

Ma cosa hanno detto gli esponenti toscani di Forza Italia da scatenare la rabbia di Rossi? Vediamolo subito. “Il governatore Rossi ha gettato definitivamente la maschera – dichiarano il capogruppo azzurro al Consiglio regionale, Maurizio Marchetti, e il vicepresidente dell’Assemblea, Marco Stella – e in alcune dichiarazioni riportate dalla stampa auspica la realizzazione della terza pista all’aeroporto di Pisa, e collegamenti più rapidi tra la città della Torre Pendente e Firenze. La solita posizione di sempre della sinistra toscana, privilegiare Pisa a discapito di Firenze. Ci auguriamo, a questo punto, che il Pd abbia un sussulto di dignità e sfiduci il governatore, con l’obiettivo di andare a nuove elezioni in primavera. Il governatore toscano, sui temi economici e infrastrutturali, è ormai su posizioni grilline. Forse guarda già a dinamiche post-congressuali, quando il nuovo segretario del Pd lancerà l’offerta di un’alleanza elettorale al M5S. Non che avessimo mai creduto alla ‘conversione’ pro aeroporto di Rossi; certo, questo voltafaccia ha dell’incredibile. Ci chiediamo come possano i vertici toscani del Partito Democratico (che si sono spesi a favore dello sviluppo dello scalo fiorentino) sostenere la Giunta Rossi. Auspichiamo che prendano atto della situazione, lo sfiducino, consentendo ai cittadini toscani di poter dire la loro andando a nuove elezioni regionali nel 2019. Sarebbe un elemento di chiarezza nel panorama politico della Toscana”.

Intanto la Camera di Commercio di Firenze fa un prima stima dei danni derivanti dalla presa di posizione del ministro Toninelli: si parte da almeno dieci milioni di euro. Cinque quelli già spesi da Toscana aeroporti per la progettazione, gli atti richiesti e tutto ciò che la Valutazione di impatto ambientale prevedeva di fare. A questi si aggiungono altri 5 milioni di investimenti sullo scalo, che ufficialmente non fanno parte del masterplan. Il progetto per l’allargamento di Peretola vale uno sforzo economico pari a 365 milioni di euro (70 per la nuova pista, 100 il nuovo terminal). Di questi soldi 150 milioni sono gli stanziamenti pubblici, confermati anche dalla legge di Bilancio 2019. Ma i numeri che più preoccupano Firenze sono relativi ai danni economici derivanti dalla mancata realizzazione dell’ampliamento dello scalo. Senza dimenticare che Toscana Aeroporti è quotata in borsa e, come osserva il consigliere regionale Stella, le parole del ministro potrebbero profilare un reato di turbativa di mercato.

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