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Immaginate di ritrovarvi in una tabaccheria chiusa, con quattro sgabelli a disposizione per cinque persone. Immaginate di vedere la partita del Pisa così, con le luci abbassate, collegati al sito di Eleven Sports, che per una qualche diavolo di ragione non vi fa sentire l’audio. In un silenzio surreale tutti concentrati a vedere la partita. “Ma ogni volta la voglia di vedersi è troppo importante – sottolinea Francesco Fasulo – per cui, anche se il pub Geko era chiuso, ci siamo organizzati. La voglia di stare insieme e tifare Pisa supera ogni difficoltà”.

“Partita decente all’inizio – commenta Francesco -, poi si rischia, ci scappa la bestemmia, ma la portiamo a casa. Attenzione che la prima volta che si pareggia al 90°, magari contro il Gavorrano, poi non bisognerà dire ‘che sfigati che siamo stati’. Dall’altra parte dello Scolmatore però se la stanno facendo addosso. E se per qualche ragione arriveremo a -5 da loro, con il derby da giocare, voglio vedere… è presto per dirlo ma quando il bao entra dentro…. Un commento finale: non ci fanno gol neanche con le mani”.

Lorenzo Gioli osserva che come sempre “abbiamo giocato una gara dai due volti, regalando il secondo tempo agli avversari e rischiando il pareggio, e non solo. Ottimo Voltolini, sia in uscita che nella presa bassa. Purtroppo una volta in vantaggio non riusciamo a chiudere la partita, ci chiudiamo a riccio e subiamo. Comunque quello che interessa è che i tre punti siano arrivati, con una partita che ci ha visto fare pochi tiri in porta e avere un atteggiamento piuttosto cinico. Sembra quasi che abbiamo un blocco mentale, con la paura di vincere che a un certo punto ci blocca. Buono il centrocampo, con un’ottima prova di Gucher. In difesa abbiamo concesso un po’. Bene in attacco, con Negro che si è fatto trovare pronto e ha fatto molto bene in occasione del gol”.

“Troppo presto per dire bravo questo o non bravo quello”, sottolinea Massimiliano Manzi. “Gli acquisti fatti dal Pisa nel mercato di gennaio, subentrati nel secondo tempo, non hanno potuto fare altro che allinearsi con la prestazione della squadra, apparsa messa in campo più per un allenamento che per una gara di campionato. Il Cuneo, che poteva vantare solo di aver avuto Totò a fare il militare, passa da Pisa come l’acqua nell’Arno, inodore, incolore e insapore. Che dire di più… altri tre punti nel sacchetto. Ci saranno partite migliori, con formazioni migliori, ed è lì che vedremo il nostro Pisa”.

“Ci teniamo stretti i tre punti e va bene così”, ribadisce Roberto Bassi. “Cero è che abbiamo concesso tre clamorose occasioni, che dalla difesa migliore del campionato non ti aspetti. Poi, dopo il gol, si tende a schiacciarci e non ripartiamo bene… teniamo poco la palla. Insomma – conclude – credo che Pazienza debba ancora migliorare su questi aspetti del gioco”.

“I campionati si vincono per vari motivi – chiosa Alessio Forconi -. Perché sei più forte, perché sei una squadra cinica e perché hai quella dose di fortuna che serve in alcune partite, quando sei in svantaggio, come il Livorno col Siena. Speriamo di avere queste tre doti e di continuare a vincere”.

“Ogni tanto non sarebbe male vincere 2-0 – stuzzica Alessandro Veicsteinas, che gioca con la rima – così per non soffrire nel finale, ma va bene così, avremo sempre di che patì”.

“Bene i tre punti, benissimo l’imbattibilità, ma non si potrà sempre vincerle tutte 1-0 – osserva Salvatore Ciotta -. Squadra con enorme potenziale ma con il motore imballato”.

“Buon primo tempo – rileva Federico, che era presente in Curva Nord – non scordiamoci che ci hanno annullato un gol regolare d non ci hanno dato un rigore che sembrava netto. Solito secondo tempo, in cui non creiamo assolutamente nulla. Loro hanno avuto diverse occasioni da gol, che concediamo ad ogni partita. Difesa da registrare, nonostante sia la migliore del campionato. Come qualità della rosa non so se le altre siano più forti di noi”.

Davide Metta parte da un lungo elenco: “Avevamo in panchina Ferrante, Mannini, Di Quinzio, De Vitis e Lisi, entrati a partita in corso, Eusepi, Lisuzzo e Maltese addirittura non entrati. Giocherebbero titolari ovunque. Credo che in pochi abbiano una rosa così forte. Nel secondo tempo purtroppo non abbiamo giocato e, per questo, la sofferenza è stata forte. Bisognerebbe cercare di chiudere le partite prima, perché non sempre può andare a finire bene come con il Cuneo. I nuovi arrivati? Non sono ancora giudicabili”.

“Abbiamo una rosa che ci permette di mettere in campo ogni volta due squadre – ribadisce Fabio Tognaccini -, questa è una cosa utilissima per la lunghezza del campionato. Ma bisogna anche sfruttare l’occasione dei cinque cambi per variare il ritmo del gioco, quando serve. Al momento a mio avviso questa occasione non viene sfruttata, spero che Pazienza trovi presto il modo di farlo”.

Foto in alto (il gol di Negro) di Francesco Malasoma per Pisachannel

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