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Si occupa di politica da quando aveva diciassette anni. Sposato, un figlio, Diego Petrucci (43 anni) avrebbe voluto fare il sindaco a Pisa, ma il centrodestra proprio sulla sua candidatura si spaccò e lui presentò una propria lista (Noi adesso Pis@), con cui entrò in consiglio comunale. Da pochi mesi è stato eletto primo cittadino di Abetone Cutigliano, in provincia di Pistoia. A L’Arno.it racconta la sua esperienza, con uno sguardo attento alla sua città.

Un pisano che diventa sindaco all’Abetone non è una cosa usuale. Ci racconta com’è andata?

Sono originario di lì…. E sono innamorato della montagna, della mia montagna, mi piace la politica… il resto lo hanno fatto gli altri.

Qual è la cosa più importante a cui ha lavorato in questi mesi?

Costruire un progetto complessivo di territorio, valorizzando un immenso patrimonio fatto di colori, valli, boschi,
saperi, sapori, sentieri, rifugi e soprattutto montagna. E trasformare tutto questo in posti e opportunità di lavoro. E’ partito il primo corso di Guide Ambientali, quasi per la totalità finanziato dal Comune ed a giugno dovrebbero esserci 20 guide ambientali che accresceranno la risposta turistica del nostro territorio e, soprattutto, 20 nuovi posti di
lavoro.

E l’impegno a cui tiene di più che vorrebbe realizzare entro la fine del mandato?

Un circuito sull’Appennino con presidi del gusto e della tradizione, una circolare che attraversa tutto il territorio lungo la quale spostarsi in bicicletta, a piedi o a cavallo, chi sia interconnessa con i grandi cammini d’Europa (Francigena e Romea Strata) e che sia un pezzo di una pista ciclabile che colleghi in quota e a mezza valle le 4 stazioni più importanti dell’appennino: Abetone/Sestola/Cutigliano-Doganaccia/Corno alle Scale.

Spostiamo l’attenzione su Pisa, dove tra pochi mesi si voterà. Secondo lei come arriva la nostra città a questo importante appuntamento?

Sfinita, sporca, insicura, impaurita.

Ci sono dei temi su cui maggiormente potrebbero giocarsi le elezioni all’ombra della Torre?

Sicurezza, casa e lavoro: tre temi su cui la sinistra ha tremendamente fallito e le cui ricette sono da archiviare il prima possibile.

Quale eredità lascia il sindaco Filippeschi?

Lascia troppi conflitti aperti e soprattutto non lascia un’idea di città condivisa e riconoscibile.

In che condizioni si trova il centrosinistra?

Non esiste più. Da Veronese a Fontanelli, a Sanzo, a Eligi, a Ghezzi… è finita un’epoca… se ne apra un’altra.

E il centrodestra? Sulla sua candidatura a sindaco anni fa arrivò alla rottura. Ora è più coeso?

Il centrodestra di 5 anni fa a trazione Matteoli Verdini non ha voluto vincere né in Toscana, né a Pisa, quello di ora è magari più acerbo e sanguigno, ma ha voglia e testa per governare… si troverà un accordo!

Mi potrebbe dire qual è il difetto più grande dei pisani? E il pregio?

Amare la propria città ma non saperla difendere.

Proviamo a fare un gioco. Si sveglia e per un incantesimo non è più sindaco di Abetone Cutigliano ma di Pisa. Mi dice la prima cosa che farebbe?

Mi viene da dire che smonterei il People Mover ma non si può ed ormai i soldi si sono spesi, scioglierei la società unica per la gestione dell’aeroporto di Pisa e Firenze… ma non si può più fare neppure quello…… farei un bando per dare in gestione esterna i parchi ed i giardini pubblici a partire da La Cittadella e Giardino Scotto, un immenso patrimonio in abbandono.

Quale giocatore nerazzurro le è rimasto nel cuore?

Piovanelli e Cerci… Cerci ancora un po’ di più

C’è una partita che ricorda più di altre?

Pisa–Foggia e Pisa–Sampdoria di Coppa Italia con i supplementari… una vita fa.

Come ultima cosa le chiediamo di fare un piccolo spot, tramite L’Arno.it, per visitare il suo paese, già molto conosciuto e amato dai pisani. Perché bisogna venire all’Abetone e Cutigliano?

Si mangia bene, si dorme bene e ci sono posti incantevoli da visitare a poco più di un’ora di macchina… è già arrivata la neve…. E la montagna ha un sapore straordinario.

 

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