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A meno di un anno dalle elezioni che decideranno il nome del nuovo sindaco, L’Arno.it ha rivolto alcune domande ai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale a Pisa. Alcuni ci hanno ringraziato, dandoci subito la loro piena disponibilità all’intervista. Altri hanno preso tempo. Qualcuno, invece, non ci ha neanche degnato di una risposta. Rispettiamo le scelte di tutti e non facciamo polemiche. Il nostro ringraziamento, ovviamente, non può che andare a chi ci ha risposto, apprezzando il nostro sforzo di aprire un confronto costruttivo nell’interesse della città. 

Iniziamo il nostro viaggio nella politica pisana partendo da Maurizio Nerini, 54 anni, capogruppo di “Noi Adesso Pis@-Fratelli d’Italia-An” nel consiglio comunale di Pisa.

Il suo grande amore per il Litorale pisano lo ha trasmesso nei libri che ha scritto: “Ugo gabbiano marinese”, “Un pesce con 2T” e “Ganascione 2.0, storia del Carnevale di Marina di Pisa”. Assistente tecnico all’Itis “Leonardo da Vinci”, Nerini ha due figli: Francesco, 29 anni, laureato in filosofia della comunicazione, dopo un master fa il web editor e vive prevalentemente a Londra; Rebecca, 23 anni, laureanda all’Accademia delle Belle Arti di Carrara.

Il prossimo anno a Pisa si voterà per eleggere il nuovo sindaco. Come arriva la città a questo
appuntamento?

Col fiato davvero corto, senza dubbio in ritardo clamoroso nei confronti di realtà simili alle nostre come Lucca e Pistoia

Quale eredità lascia il sindaco Filippeschi?

Ci lascia una città sporca, degradata, in certi luoghi fuori controllo, in mano all’abusivismo, alla mala-movida, invasa da un numero non censito di clandestini e prigioniera delle scelte della sua giunta e delle giunte precedenti dello stesso colore. Una città che si è spopolata a favore dei comuni limitrofi che anno costruito a dismisura appena fuori dal nostro territorio casette a prezzi più bassi per le famiglie pisane, studenti e lavoratori che ogni giorno tornano a Pisa, sfruttano i servizi pisani, ma pagando le tasse altrove, creando un pendolarismo devastante non solo sul fronte del traffico. Il tutto nemmeno attenuato da restyling infiniti di una piccola parte di beni pubblici lasciati marcire per decenni

Ci sono dei temi su cui maggiormente potrebbero giocarsi le elezioni, facendo crollare “il muro della sinistra”?

La sicurezza è il primo senza dubbio, per anni ci hanno detto che c’era solo una “percezione di insicurezza”, ma i fatti di oggi danno purtroppo ragione alle nostre denunce e il negare l’evidenza certo non ha aiutato a farci ascoltare ai piani alti. Alcune zone di Pisa sono fuori controllo serve davvero il pugno duro favorito da un cambiamento di strategia.

Le grandi opere contrapposte alla mancanza di manutenzione ordinaria, grandi opere non rendicontate, spesso non finite, mal modificate e adattate (parcheggio di Piazza Vittorio, la Sesta Porta, Le Stallette…) e con il problema della mancanza dei controlli. Il People Mover è l’emblema dell’inadeguatezza e della scelleratezza delle scelte: un collegamento c’era già, abbiamo buttato via milioni e ci dovremo mettere soldi di tasca nostra se non si sosterrà economicamente, come sembra con i parcheggi asserviti desolatamente vuoti.

Poi mi sembra grave la mancanza di un piano turistico. La Torre e tutte le bellezze uniche di Pisa sono il nostro petrolio, potremmo stare da nababbi tutti… è come se avessimo una Ferrari parcheggiata in pollaio, basterebbe metterla in moto… Ma non si riesce nemmeno a fare un percorso di cartelli muti che indichino come fare ad arrivare dalla Stazione in Piazza dei Miracoli. Ma quelle che faranno crollare “il muro della sinistra” sono più semplici: la distanza che si è creata tra chi decide e la gente, la mancanza di capacità di saper ascoltare le persone e risolvere per primi i piccoli-grandi problemi di tutti giorni coinvolgendo i cittadini nel bene comune, è l’arroganza del potere consolidato e incancrenito.

Dopo Livorno e Carrara il M5S potrebbe avere “fame” anche di Pisa. E forse anche la Lega, dopo il “laboratorio Cascina” potrebbe sognare il colpaccio… come vede queste due forze all’ombra della Torre?

L’M5S a Pisa è dilaniato, si è affidato a personaggi discutibili, di fatto non esiste se non come movimento di opinione, ma tolti dalle piste ciclabili e dai rifiuti i grillini denotano la loro pochezza. Avendo partecipato al “laboratorio Cascina” posso dire che è stato propedeutico alla “liberazione” di Pisa. La Lega a Pisa si sta strutturando sarà senza dubbio un valido alleato, come tutte quelle forze e liste che non si sono fate coinvolgere dalla macchina del Pd e alleati.

In quali condizioni si trova il centrosinistra? Ci sono profonde divisioni al proprio interno o crede che alla fine marcerà unito?

Centrosinistra in piena crisi di identità, ma c’è una frase è citata nel Vocabolario della Crusca: “Fare come i ladri Pisa”… vuol dire che i ladri di Pisa il giorno litigavano e la notte andavano a rubare insieme… cioè si metteranno d’accordo come sempre per spartirsi il potere

E il centrodestra?

Questa volta il centrodestra troverà la quadra, l’occasione è davvero grande, se troveremo una figura di grande livello bene, altrimenti le primarie di coalizione con regole precise sono la strada da percorrere con un programma che sui grandi temi già c’è ed è solo da adattare a Pisa anche perché fare “difficile” è…”peggio“!

Il dibattito politico nazionale a suo avviso inciderà (e in che modo) sul voto locale?

Inciderà sicuramente più che sulle alleanze, che saranno definite presto, sui tempi con cui si voterà, non mi piacerebbe che le elezioni nazionali fossero insieme a quelle locali ..le falserebbero. Nel contempo non so riusciremo a concludere la consiliatura, il Pd a Pisa ha ormai numeri risicati e Filippeschi se vuol tornare a Roma, non vorrei che ci aspettasse un periodo di commissariamento devastante per la città.

Che vuol dire oggi essere di destra in Italia?

Mi piace rispondere con una frase di Almirante: “Quando parliamo di Dio Patria Famiglia, nessuno è più a Destra di Noi; quando parliamo di Stato Sociale nessuno è più a sinistra di noi”. Anche se oggi non so se se lo schema “destra-sinistra” sia rappresentativo, piuttosto parlerei di “alto-basso” dove in alto ci sono le banche, l’Europa delle lobby e gli zerbini dei governanti italiani e in basso quello che veniva detto il “sotto-proletariato” dei poveri immigrati clandestini pronti a lavorare per pochi euro funzionali alla categoria alta di cui sopra. Nel mezzo quella fascia grigia di persone che pagano tutto e sono sempre vessate, i professionisti, i dipendenti pubblici e privati, le casalinghe…

Qual è il difetto più grande dei pisani? E il pregio?

Il difetto più grande è che sono superficiali, si interessano poco della vita politica e si svegliano solo quando vengono toccati direttamente, spero però questa sia la volta buona, ed è un difetto talmente grande da offuscare spesso il pregio che è quello di sentirsi eredi di una tradizione di migliaia di anni di storia riscontrabile in tanti pisani.

Proviamo a fare un gioco. Si sveglia tra un anno ed è sindaco di Pisa. Mi dice la prima cosa
che farebbe appena insediato?

Si può partire da un documento in cui affermare che “Pisa” si deve pronunciare con la “esse” sonora invece che sorda…Ahahahhahaha! (grande risata).

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