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Doady Giugliano

“Ahi Pisa vituperio delle genti”, scriveva un certo Dante Alighieri qualche secolo or sono. Ora che il Sommo Poeta non avesse proprio in gran simpatia la ghibellina Repubblica Marinara, è cosa storicamente accertata. Ma che possedesse, oltre al gran dono dello scrivere commedie divine anche quello dell’esercizio profetico lo si può dedurre oggi passeggiando non certo tranquillamente per le vie della città.

Spulciando sul dizionario alla parola “vituperio” corrispondono significati diversi, ma quello che meglio descrive la situazione attuale è: “Chi, ciò che è cagione di vituperio, di vergogna”.

Individuare il Chi non è certo cosa semplice, in quanto il problema ha radici lontane, non solo nel tempo ma anche e soprattutto geograficamente. Ovvero dai palazzi del POTERE romano, passando da quelli di Firenze dove ci si fregia del titolo dei “buonisti perfetti”, titolo ovviamente conquistato con sì tanta bravura ed carità cristiana, come al solito sulla pelle e tasche dei cittadini. Premesso il Chi, il Ciò è praticamente scontato, tanto che lo si può leggere negli occhi degli abitanti la città della Torre Pendente, fatto salvo alcune decine di antagonisti, occupazionisti abusivi, agitatori professionisti, nullafacenti a tempo pieno. Vergogna, ma soprattutto, paura dovuta ad un senso di abbandono da parte delle istituzioni, affliggono ormai da troppo tempo chi sopravvive in una delle più belle città d’Italia.

La “Città dei Saperi”, con la Sua Università, la Normale, il Sant’Anna, la cittadella della Ricerca del Cnr, ed uno degli Ospedali più prestigiosi d’Europa. Ed in questo contesto, si muovono, neppure troppo nell’ombra personaggi malavitosi,  provenienti/accolti dai Paesi del Nord Africa, dal Senegal, dai Paesi Balcanici e da molti altri posti. Se a questi aggiungiamo la presenza pluridecennale di una massiccia comunità Rom (ma non dovrebbero essere nomadi?) il quadretto del quotidiano incedere del cittadino qualunque si colora di Grigio scuro, ma soprattutto di Nero, o meglio di “Nera”, riferendosi alla cronaca giornalistica che riporta il bollettino di quella che è ormai divenuta una guerra a tutti gli effetti. Guerra, ovviamente perduta in partenza, almeno fino a quando le nostre mortificate forze dell’ordine avranno finalmente e definitivamente “regole d’ingaggio” per combatterla. Almeno fino a quando il giudice chiamato a giudicare chi o coloro che colti in flagranza di reato per l’ennesima volta, non decida per il consueto rilascio a piede libero. Almeno fino a quando la pazienza dei cittadini non sfoci in qualcosa che sarebbe più preoccupante che auspicabile.

Ecco come si sopravvive in questa città, straricca di storia, gloria e tradizioni, ma assolutamente priva di ogni più elementare decoro e sicurezza. Chiedetelo alle centinaia di migliaia di turisti derubati e scippati, ogni anno. Chiedetelo agli anziani derubati e truffati in casa propria. Chiedetelo a chi subisce furti nella propria abitazione, e non va più manco a denunciare il fatto, giusto per non perdere una giornata in Questura, per la gioia di chi va sbandierando la diminuzione dei reati.

Chiedetelo ai nostri figli e nipoti che si approvvigionano di “fumo” o anche peggio, da giovani spacciatori molto spesso clandestini. Chiedetelo ai proprietari di case acquistate con i risparmi di una vita, e svendute per desiderio di fuga dalla chinatown. Chiedetelo alle decine di migliaia di donne e ragazze molestate e non sempre a parole, da questi personaggi che grazie a quanto già detto, si sentono padroni di fare quanto ciò più gli aggrada. Chiedetelo ai commercianti costretti a chiudere o a quelli che ancora tengono duro di fronte ad un dilagante commercio di merci contraffatte.

Potremmo continuare con questo tono quasi all’infinito, ma siccome rimango della convinzione che anche tra noi cittadini italiani, ci siano personaggi discutibili, vorrei chiedere spiegazioni a chi cede le proprie attività lucrando assai (ed in parte al nero) a cittadini orientali, a chi affitta stanze a prezzi esorbitanti ai venditori abusivi e clandestini senegalesi costretti a vivere in 8/10 in una stanza e che sono poi sfruttati da contraffattori italiani e/o cinesi.

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