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Giuseppe Corrado ha le idee chiarissime. Il Pisa ha bisogno di uno stadio rinnovato, moderno, comodo, accogliente e bello. Servono soldi ma serve, soprattutto, un progetto valido su cui lavorare, sia con i permessi urbanistici, sia per quanto riguarda il reperimento dei fondi necessari. Che non sono pochi: si parla, infatti, di una cifra che oscilla intorno ai 30 milioni di euro. Ma come sarà la “nuova Arena Garibaldi – Romeo Anconetani”? Diciottomila posti circa, tutti a sedere, tribune all’inglese, cioè più vicine al campo, e alcuni servizi: ad esempio il Museo, vero e proprio gioiello intorno al quale sta lavorando da anni l’Associazione Cento Pisa. Ma anche servizi per i cittadini, da fruire ogni giorno, non solo quando ci sono le partite. Perché è questo il vero segreto degli stadi moderni: essere vivi tutti i giorni della settimana.

Come scrive il Tirreno a progettare il restyling dell’Arena è Ire, una società di Milano che ha ricevuto l’incarico dalla società Ac Pisa. A finanziare il progetto, con un prestito che andrebbe a coprire fino all’80% del progetto, sarebbe Invimit (Investimenti immobiliari italiani Sgr), una società del Ministero dell’Economia.

Una cosa è certa: lo stadio deve restare dov’è. Perché, checché ne dica qualcuno, non avrebbe senso costruire una cattedrale nel deserto a Ospedaletto o altre zone lontane dalla città. Lo stadio vicinissimo al centro, con vista sulla Torre, è un vero e proprio capolavoro, unico al mondo.  I problemi con i residenti e il quartiere? Certamente ci sono e li si dovrà affrontare, in un’ottica di riqualificazione urbana, nell’interesse di tutti: dei residenti, del Pisa e ovviamente dei tifosi.

I tempi per completare i lavori? Se non ci saranno intoppi burocratici la nuova Arena potrebbe essere pronta per la stagione 2019-20. A pensarci bene è dietro l’angolo. Ma se le cose si vogliono fare, si fanno eccome. A Udine, infatti, lo stadio nuovo era finito dopo due anni di lavoro.

Foto: Wikipedia

 

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