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Quando entrò in funzione, nel 1911, il “New York Times” la descrisse come la più potente al mondo, in grado di coprire con il proprio segnale circa un sesto della superficie terrestre. La stazione radiotelegrafica di Coltano (Pisa), la prima a onde lunghe in Italia, fu fortemente voluta da Guglielmo Marconi, Nobel per la Fisica nel 1909. I lavori di costruzione del fabbricato iniziarono nel 1905. Ma l’impianto fu completato e resa funzionante dalla Marina italiana solo nel 1911. Molto potente, doveva servire a effettuare collegamenti con le Americhe e con le colonie italiane in Africa Orientale. Si sarebbe trattato della prima stazione intercontinentale in Italia e una delle primissime al mondo. Fu la prima stazione ad inviare un segnale in grado di oltrepassare l’intero deserto del Sahara raggiungendo Massaua, in Eritrea. Quella di Coltano aveva una gemella, con la stessa struttura di antenne, installata nel 1914 dalla società Marconi nelle isole Hawaii.

Fu grazie la stazione di Coltano che, dal suo ufficio di Roma, Marconi accese le luci della gigantesca statua del Cristo redentore a Rio de Janeiro, il 12 ottobre 1931, in occasione delle celebrazioni per i 439 anni della scoperta dell’America.

Queste ed altre curiosità sono contenute in uno studio dal titolo “Coltano: the forgotten Story of Marconi’s Early Powerful Intercontinental Station”, pubblicato dalla prestigiosa rivista “Aereospace and Electronic Systems Magazine”. L’autore è il professor Filippo Giannetti, docente di telecomunicazioni al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa.

“La documentazione su Coltano – spiega Giannetti – è frammentaria e largamente incompleta. Molti testi sono inoltre di difficile reperimento e le ricostruzioni storiche in circolazione fino ad ora presentano spesso numerose inesattezze. Manca insomma una trattazione che sia completa dal punto di vista storico ed al tempo stesso rigorosa dal punto di vista tecnico e scientifico”. Insomma, si è fatto un gran parlare di questo “primato” pisano, ma tecnicamente c’erano diverse lacune.

Le antenne della stazione radio Marconi di Coltano. In alto una palazzina in epoca recente (foto Wikipedia)

Il professor Giannetti ha cercato di colmarle con un paziente lavoro bibliografico, cercando fonti originali, raccogliendo e mettendo insieme documenti conservati in diversi archivi, sia all’estero, tra cui quelli della Marconi Company, custoditi presso la Bodleian Library, di Oxford, sia in Italia e a Pisa, soprattutto grazie alla disponibilità del personale della Biblioteca di Ingegneria di Pisa. “Questo è il primo studio competo sul sito di Coltano basato su documenti esistenti e, cosa estremamente importante, scritto in inglese, il che significa che tutta la comunità internazionale di studiosi potrà adesso averne accesso”.

Colpisce il degrado in cui da decenni versa la Stazione Marconi. Fortunatamente è stata acquisita dal Comune di Pisa, con l’intenzione di farne un museo delle telecomunicazioni. Occorreranno risorse, buona volontà e idee. Ma questo luogo di eccellenza, vero e proprio orgoglio pisano, deve ritrovare il suo antico splendore. In tal senso è molto importante la ricostruzione del contesto in cui operò Marconi con i suoi esperimenti, a partire dalla palazzina in cui lavorò e condusse i suoi esperimenti.

Lo studio di Giannetti è inoltre importante perché permette di ricondurre la scelta di Marconi di costruire una stazione radio allas strategia di espansione commerciale della Marconi Wireless Telegraph Company in Italia. Si spiegano, inoltre, i motivi storici e morfologici che spinsero lo scienziato a scegliete proprio Coltano. Prima di tutto per l’alta conduttività del suolo, che facilita la trasmissione delle onde radio. Fu scelta quell’area, originariamente di proprietà di Casa Savoia, per due motivi: la zona acquitrinosa permetteva di ridurre al minimo le dispersioni del segnale. Inoltre era in una posizione geografica molto buona, sul mar Tirreno, in grado quindi di trasmettere senza ostacoli verso l’Africa e potenzialmente anche verso l’America.

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