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Maurizio Ficeli

“Cari bimbi, oggi vi parliamo di un Gioco antico, una battaglia che si disputa su un ponte e affonda le radici nella storia di Pisa…”. Avevamo pensato di raccontare ai bambini (il nostro domani) il Gioco del Ponte. Per farlo abbiamo chiesto aiuto a due protagonisti, i generali delle due parti, Tramontana è Mezzogiorno, che si sfidano sul ponte. Ma i generali non hanno voluto/potuto parlarci. Quindi abbiamo chiesto ai loro aiutanti… ma nessuno ha voluto farlo. Perché? Abbiamo fatto o detto qualcosa di male? Ci siamo forse comportati in modo scorretto o irrispettoso? Abbiamo pestato i piedi a qualcuno? 

Mette tristezza il silenzio delle due parti. Quando qualcuno ti chiede di parlare del Gioco sarebbe bello rispondere, non per fare un favore a noi ma perché ogni intervista, ogni singolo articolo aiuta il Gioco, lo fa conoscere e, in altre parole, dà un contributo a tutto il movimento. Ma a Pisa questo forse non tutti l’hanno capito. Si preferisce non parlare, non rispondere, giocare a nascondino, fare i preziosi. Che peccato, che occasione persa. Ma va bene, rispettiamo tutti, anche chi non vuole parlare (a noi). Ci dispiace ma ce ne faremo una ragione. Sappiate, peró, che così non aiutate il Gioco

Visto il silenzio da parte dei responsabili proviamo noi a raccontare il “Gioco del Ponte” che riprende dopo una sosta dovuta al periodo pandemico. La manifestazione conclude il “Giugno Pisano” svolgendosi, come di consueto, l’ultimo sabato del mese, quindi, in questo caso il 25 giugno. La sfida fra le due parti di Tramontana e Mezzogiorno è sicuramente uno degli eventi principali del Giugno Pisano, insieme alla famosa Luminara di San Ranieri, in programma il 16 giugno ed alla Regata fra i quartieri del centro storico (Santa Maria, San Francesco, San Martino e Sant’Antonio) che si svolge nelle acque dell’Arno il 17 giugno, festa del Santo patrono della città di Pisa.

Nel Gioco del Ponte si sfidano dodici squadre composte da venti combattenti a testa che si cimentano nello spingere con forza il carrello posizionato sul Ponte di Mezzo. Per ogni combattimento la squadra di una parte deve spingere il carrello dalla parte opposta rispetto alla propria, cercando di vincere la resistenza degli avversari e far cadere la bandierina posta alla fine corsa del carrello (in pratica è una sorta di tiro alla fune al contrario). In tutto sono previsti sei combattimenti: se finisce in parità (tre vittorie a testa) è prevista la finale o “la bella”.

Per Pisa è una sfida molto antica che trae la propria origine dal gioco del Mazzascudo, un combattimento alquanto violento che aveva luogo nella attuale Piazza dei Cavalieri, un tempo piazza delle Sette Vie. In una città battagliera come Pisa, questo tipo di combattimento serviva per tenere costantemente allenati i guerrieri. Oggi molte cose sono cambiate e le 12 magistrature del Gioco, sei per la parte di Tramontana (Nord) e sei per Mezzogiorno (Sud), non combattono più con quella violenza che caratterizzava le sfide di un tempo ma con la spinta del carrello, dove i combattimenti possono durare pochi secondi come andare avanti per diversi interminabili minuti.

Molto bella la sfilata che ha inizio alle 18 con gli oltre 700 figuranti che intrattengono gli spettatori assiepati sugli splendidi lungarni in attesa della battaglia sul ponte.Una manifestazione sentita a cui i pisani sono attaccati e che seguono affollando i lungarni fin dal primo pomeriggio con un tifo da stadio, striscioni, fumogeni ed i classici sfottò tra le parti.

Ci permettiamo di invitare tutti coloro che non avessero mai assistito al Gioco di venire a Pisa a godersi lo spettacolo, siamo certi che ne rimarranno entusiasti.

Detto questo è lecito porsi delle domande e muovere persino delle critiche, costruttive, per studiare come rendere il Gioco sempre più spettacolare, e avvicinare ancora di più i cittadini e i visitatori, mettendo sempre al primo posto la salvaguardia delle tradizioni storiche e culturali della città di Pisa.  Proprio per questo abbiamo contattato i generali di Tramontana e di Mezzogiorno, che però, con varie motivazioni, non hanno voluto rispondere alle nostre domande e, cosa ancor peggiore, non ci hanno neanche indicato qualcuno, della loro parte, disposto a parlare con noi. Una scelta davvero inspiegabile, anche perché chi vuol davvero bene al Gioco non può che essere felice che se ne parli. Rispettiamo la loro scelta, anche se prendiamo atto che con altre testate hanno parlato e per questo restiamo profondamente amareggiati. Ringraziamo invece l’assessore del Comune di Pisa Filippo Bedini, che ha la delega alle Manifestazioni storiche, che ci ha concesso un’intervista (che pubblichiamo a parte) e si è detto basito per il silenzio delle due parti.

La cosa più importante, comunque, è che il Gioco del Ponte torni a disputarsi è che abbia sempre più successo, riempiendo di gioia il cuore di chi si godrá uno spettacolo davvero unico nel suo genere.

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