Questo sito contribuisce all'audience de

Che la FiPiLi sia un colabrodo è cosa risaputa. Nata tardi (e progettata male) la superstrada che collega il capoluogo toscano al mare necessita di continui rattoppi e chi la percorre quotidianamente oltre a doversi fare il segno della croce si trova a dover affrontare continui restringimenti, cantieri e code interminabili specie nelle ore di punta e nei luoghi nevralgici della striscia di asfalto (in media cinquantamila veicoli al giorno nel 2021).

Da Empoli verso Ginestra il 14 giugno scorso si sono segnalati 12 km di coda, tenendo bloccati centinaia di mezzi per ore e ore sotto il sole. Tra i “pendolari forzati” chi parla di lavori continui, che non finiscono mai, sempre nei soliti punti, da ormai un anno e oltre. C’è ci, disperato, si avventura lungo le stradine di campagna, preferendo muoversi a 40-50 km/h, quando va bene, tra curve continui e sali-scendi, che restare in coda e sbuffare per ore ed ore.

Che fare? I lavori sono urgenti, non si scappa. Che si facciano d’estate o d’inverno, ci sarà sempre qualcuno che, per mille buone ragioni, ne patirà le conseguenze. Paghiamo, purtroppo, i troppi anni in cui siamo rimasti con le mani in mano. Ma anche, diciamolo una volta per tutte, il fatto che la superstrada, progettata 40 e passa anni fa, è assolutamente inadeguata per la mole di traffico attuale. Ci vorrebbe un maggior numero di corsie (o nuove strade), oppure sarebbe necessario ridurre i veicoli che si spostano (ma come?). I problemi nascono dai numeri: troppi veicoli in una lingua di asfalto stretta che, per un incidente o un cantiere, diventa un imbuto. E ogni cantiere – necessario perché la cura delle arterie stradali è indispensabile – crea il caos.

Bisognerebbe, se fosse possibile, lavorare sempre e solo di notte, per ridurre al minimo i disagi. Solo che certi lavori, per la loro mole, necessitano di cantieri aperti in tutte le ore del giorno, per settimane e mesi. Insomma, è davvero un grande problema. Però, se anche la Salerno-Reggio Calabria alla fine è stata sistemata – sia pure dopo decenni di attesa e mal di pancia infiniti per gli automobilisti – la speranza c’è. Ci deve essere.

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha deciso di puntare tutto su una nuova società, Toscana Strade spa, a cui affidare la gestione dell’infrastruttura. C’è un limite purtroppo insuperabile, come Giani stesso ammette: “In alcuni tratti la terza corsia non sarà realizzabile, ma ci sarà almeno un po’ di spazio per ampliare le corsie esistenti. Sarà sempre meglio di ora”.

FI-PI-LI, più che una superstrada una ruota della sfortuna

Write A Comment