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Ilaria Clara Urciuoli

È con un parallelo musicale che, in occasione della presentazione del nuovo “Pianeta Terra Festival” voluto dagli Editori Laterza, Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale che il prossimo 23 giugno sarà insignito di uno dei riconoscimenti maggiori per la città di Firenze, il Fiorino d’Oro, ci spiega il concetto di sostenibilità: come il pedale del pianoforte (chiamato appunto “sustain”) se premuto permette alla nota di sopravvivere nel tempo, così solo un agire consapevole potrebbe permettere a noi, al genere umano, di “suonare” ancora, di proseguire il nostro viaggio su una terra che nel 2020 ha visto il peso di ciò che l’uomo ha prodotto superare quello della stessa vita. Non si stanca il professore fiorentino di ripetere la portata di questo passaggio soffermandosi poi su alcuni casi particolari come quello della plastica, che oggi pesa il doppio di tutti gli animali presenti sul pianeta, o delle infrastrutture, che hanno raggiunto una volta e mezzo il peso di tutte le piante.

Ecco allora che le tante rivoluzioni della storia ci inducono oggi a cercarne una nuova, concreta e immediata, per rispondere nella maniera più completa possibile a quella che è l’urgenza del presente: i cambiamenti climatici. È dunque con lo scopo di sovvertire l’immagine astratta del problema, restituendogli concretezza e spostando la questione sul campo dell’agire personale e collettivo, che nasce “Pianeta Terra Festival”, manifestazione multidisciplinare che si terrà a Lucca dal 6 al 9 ottobre sotto la direzione scientifica di Stefano Mancuso.

“Una rivoluzione per la sostenibilità” è il sottotitolo scelto per questa prima edizione che si svilupperà attraverso le diverse prospettive del vivere umano in una lunga serie (oltre 50) di appuntamenti: biodiversità ed economia, geopolitica dell’energia, sviluppo urbano e visioni politiche e sociali, alimentazione ed ecosistemi saranno alcuni dei temi trattati in modo corale da figure di spicco dei vari settori che saranno chiamate a condividere le loro prospettive, frutto di analisi che partono da settori differenti.

Tra i tanti nomi troviamo Raj Patel, economista, attivista e studioso di politiche alimentari, Esther Duflo, Premio Nobel per l’Economia, Riccardo Valentini esperto di Ecologia forestale, Carlo Carraro, economista ambientale, già Presidente della European Association of Environmental and Resource Economists, Valeria Termini, esperta di politica energetica europea e internazionale, Barbara Mazzolai che dirige il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Simonetta Cheli, Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’Agenzia spaziale Europea (ESA), Roberto Danovaro, biologo marino e Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Ciò che verrà loro chiesto sarà non solo rigore e completezza (cosa alla quale per deformazione professionale sono già abituati) ma anche grande capacità comunicativa che trasformi la coralità di questo festival in un laboratorio di comunità.

Ilaria Clara Urciuoli

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