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Fra le innumerevoli personalità importanti che nei secoli hanno visitato e soggiornato a Pisa un posto di rilievo lo merita, senza dubbio, il grande musicista ungherese Franz Liszt (1811-1886) di cui gli storici rammentano un episodio ai limiti del gossip. Nella sua avventurosa vita amorosa va infatti annoverata l’estate del 1839, allorché il grande pianista e compositore soggiornò per tre settimane agostane al Gombo, spiaggia di San Rossore, con la viscontessa Marie Flavigny. La nobildonna, descritta dagli storici come meno avvenente del bel tenebroso musicista ma dotata di una grande personalità, lasciò per lui, tra lo sconcerto generale, il nobile marito d’Agoult prima di divenire, al termine della loro liason lunga cinque anni, una famosa scrittrice col nome di Daniel Stern.

Una storia scandalosa per l’epoca riemersa dai polverosi scaffali della memoria grazie all’ennesimo concerto del “IX festival Musicale Internazionale organizzato dalla “Fanny Mendelssohn” ancora una volta in una location da favola: Villa Alta di Rigoli. Quest’antica, elegante e prestigiosa dimora storica dell’800, così impregnata di storia e bene immersa in un grande parco di alberi secolari ora di proprietà degli eredi di Armando Cecchetti che l’acquisì nel 1992 ristrutturandola fio a restituirle l’antico splendore, ha ospitato il concerto di un altro grande musicista internazionale.

Stavolta la valente e appassionata organizzatrice Sandra Landini ha portato nel nostro territorio il pianista Cristoph Soldan. Allievo anche del grande Leonard Bernstein, Soldan ha suonato in tutta Europa e in gran parte del mondo, sviluppando, tra gli innumerevoli progetti, persino anche uno spettacolo con la moglie, danzatrice e coreografa, Stefanie Goes, oltre a dirigere importanti orchestre in concerti di prestigio dovunque.

La serata alla villa è stata all’impronta del romanticismo musicale dato che, oltre al tipico esponente della corrente come Liszt cui ho dato voluto l’onore della ribalta per una preferenza personale, è seguita un’opera non meno conosciuta ai musicofoli quale “Variazioni su tema di Handel op.24”, del tardo romantico tedesco J.Brahms (1833-1897). Le note dell’ungherese, invece, sono state quelle tratte dalle “Annate di pellegrinaggio” (II volume) come “Lo Sposalizio” e “Les jeaux d’eaux a la Villa D’este” del III^. Questi anni di pellegrinaggio sono una serie di tre suites e sono considerate un capolavoro, un vertice del creativo estro dell’autore.

Nel primo brano, lo “Sposalizio”, il vibrante tocco del virtuoso pianista tedesco ha riportato, tra i numerosi astanti che hanno risposto ancora in modo entusiastico alla proposta di quella perfetta macchina organizzativa che è ormai la Fanny, ha riportato l’ atmosfera solenne che prende spunto musicale dall’Ave Maria IIIS 60, ma ispirandosi all’altrettanto celebre tela di Raffello sulle nozze tra Maria e Giuseppe, che si trova nella Pinacoteca di Brera a Milano, ammirata in uno dei tanti soggiorni di Liszt nel nostro paese.

Il secondo brano del musicista ungarico, quello dei “Jeux d’eaux”, di breve durata ma di discreta difficoltà, è stato, invece, frutto delle sue frequentazioni della Villa d’Este di Tivoli dove ammirò i suoi giochi d’acqua e, come suggerisce la citazione autografa nella partitura, trae ispirazione da una citazione dal Vangelo di Giovanni: “L’acqua che gli darò diventerà per lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”; dandoci la misura del contesto religioso da cui è nata.

Ad essere precisi, il concerto di Soldan è iniziato con le Variazioni hendeliane del grande musicista tedesco J. Brahms, uno dei suoi pezzi più noti, composta nel 1861 in onore del 42° compleanno dell’amata Clara Schumann. Il tema dell’opera è tratto da un pezzo di clavicembalo del noto G. Hannel del 1733 e comprende un tema e 25 variazioni prima di finire con una fuga. Una scelta musicale, quella di Schumann, a dire il vero, che ha rinunciato alla libertà romantica perseguita fino ad allora dall’autore, per riprendere schemi del secolo precedente con grande efficacia e originalità.

Al termine del palpitante concerto innumerevoli applausi e bis da parte di un uditorio soddisfatto. Si è trattato di un’altra stupenda serata musicale, vera oasi di serenità in un periodo storico così cupo, e resa possibile grazie anche ai collaboratori della brava direttrice artistica Sandra Landini, a partire dall’altra associazione che l’affianca da sempre, “La voce del Serchio”, sempre presente con il suo presidente Sandro Petri, memoria storica di un territorio in cui questa “voce” fa sentire la sua importanza e utilità. Altro fiume, quello lucchese, che come il nostro pisano segna da secoli la storia e la vita della nostra stupenda terra toscana. Non va dimenticato l’altro importante gruppo associativo dell’Adsi (Associazione Dimore Storiche), rappresentato anche questa volta dal Conte Agostini, la cui nobile famiglia fu antica proprietaria di Villa Alta.

Il prossimo appuntamento è in programma Giovedì 28 Aprile, alle ore 21, presso la Villa Storica “Le Molina” (via statale Abetone 202) di Molina di Quosa (San Giuliano Terme), dove si esibirà il Quartetto Vivaldiano. Appuntamento decisamente allettante sia per melomani attenti e curiosi sia per chi vuole conoscere un po’ di più una delle belle ed essenziali scoperte del genere umano: la musica.

Non avete mai pensato a come sarebbe povera la nostra vita senza la musica in tutte le sue molteplici e diverse sfaccettature?

Giuseppe Capuano e Guido Martinelli

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