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Correva l’anno 2019, per l’esattezza il 22 febbraio, quando pubblicammo un articolo dal titolo “Provincia in galera”. Allora le prime gabbie che circondavano quello che una volta era il bel palazzo sede dell’Amministrazione Provinciale, offrivano un senso quasi claustrofobico alle decine di migliaia di passanti che quotidianamente affrontavano il percorso obbligato dalla Stazione FFSS verso il cuore della città. Nei mesi successivi, la proprietà, ovvero la Regione Toscana, dette segni di vita, facendo “ingessare” con un’imponente impalcatura l’intero perimetro, creando una pur tenue speranza in coloro che dopo 5 anni di buco da parcheggio sotterraneo, dovevano sorbirsi altri scempi urbanistici. Appena montata l’impalcatura, come per incanto, i pochi operai che ci avevano illuso, scomparirono. Qualcuno poi pensò qualche mese più tardi, che il “leggero” ritardo fosse causato dal Covid…

Con l’Estate 2020, mentre il ministro Speranza scriveva il suo libro sulla fine della pandemia, credevamo che fosse giunto il momento della ripresa dei lavori, interni ed esterni, togliendo una volta per tutte quella sorta di preservativo monumentale, restituendoci alla vista del palazzo in tutto il suo virile turgore. Nada de nada, anzi peggio, ovvero le gallerie furono “graziate” consentendo il passaggio ma che in realtà nessuno usava in quanto trasformate in luogo di spaccio sicuro perché coperto e quale rifugio di clochard accartonati, almeno loro potevano gioirne.

Adesso la triste, tristissima storia di degrado e di abbandono, nel cuore cittadino, va avanti, cioè è ferma, non per gli spacciatori, barboni e per l’accumulo di mondezza che si intravede nei praticelli sempre rinchiusi, da robuste inferriate i cui fili d’erba sono scomparsi sepolti da ogni genere di rifiuti gettati dai “residenti” di questa corte dei miracoli, senza che nessuna autorità sia fino ad oggi intervenuta. Il Comune di Pisa, poveretto, provvede due volte al giorno a far disinfettare il passo libero sotto le logge, dove spesso si scivola e si cade pure. Ma per il resto è impotente.

Dopo tutto questo tempo, “la domanda sorge spontanea”, come avrebbe detto Michele Lubrano, iniziatore e conduttore di “Mi manda Rai tre”: ma non sarà che il proprietario dell’immobile, alias Regione Toscana, non procede nei lavori solo e soltanto per far dispetto alla Giunta comunale di Pisa? Vorrei concludere con il classico : “Ai posteri l’ardua sentenza”, ma forse è meglio di no, non abbia a portare sfiga!

Doady Giugliano

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Perché la rubrica si chiama “Lo scolmatore”? Quando il troppo è troppo è opportuno aprire le paratie dando libero sfogo all’acqua, per evitare che tracimi allagando tutto. Ogni riferimento al canale Scolmatore, che dall’Arno devia l’acqua in eccesso al mare, è voluto. Un libero sfogo ragionato da cui si possono trarre spunti di riflessione interessanti.

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