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– Andrea Cosimi –

Pisano verace e tifosissimo sfegatato del Pisa, Giovanni Vincenti (46 anni) vive negli Stati Uniti dal 2010. Varcò l’Atlantico per metter su famiglia con la moglie, newyorchese, che lavora nel settore della moda: “Abito nel Bronx, ho tre figli e lavoro come steward per la Delta Airlines”.

Si potrebbe ormai dire un naturalizzato americano a tutti gli effetti, allena persino una squadra giovanile di calcio, il South Bronx United: “Negli Stati Uniti – spiega – gli sport vengono praticati ed incentivati nelle Scuole e nelle Università, molto più che da noi in Italia”.

Nella nostra stessa chiacchierata, tra l’altro è un caro amico personale oltre ad essere persona ancora molto inserita nel tessuto sociale pisano, Giovanni mi ha detto che se da un lato “vivere negli States è stimolante per il fatto di aver sempre la percezione del ‘sogno americano’, ed in particolare a New York il poter apprezzare il valore della multietnicità, dall’altro lato il razzismo, le armi e il consumismo spesso agli eccessi lo mettono a disagio.

Giovanni, che aria tira di questi tempi negli Stati Uniti?
“Ovviamente si parla molto del Covid, c’è una forte campagna a favore della vaccinazione, ma con una grande differenza sostanziale rispetto all’Italia: i tamponi sono gratuiti per tutti”.

Ma la Storia da raccontare è soprattutto un’altra, quella del rapporto con il Pisa, unica squadra del cuore di Giovanni, senza se e senza ma. In una delle foto allegate all’articolo è a Trieste con il fratello Lorenzo e con due dei suoi tre figli, Marcus di 15 anni e Giulio di 10. “Trieste è stata la pazzia più grossa da quando vivo oltre Oceano: volo New York-Venezia che atterrò in ritardo di quasi cinque ore, mio fratello Lorenzo come sempre ad attendermi in auto e di corsa a Trieste per vedere e festeggiare la B per poi ripartire subito, con il primo volo utile per l’America distanza di pochissime ore dal fischio finale. Ma altrettanto – sottolinea orgoglioso – avvenne in occasione di tutte le partite dei play off che a quella finale ci portarono”.

“Da quando il Pisa è in B grazie a tv, streaming ed internet è più facile seguirlo da così lontano, ma ciò nonostante, quando possibile, cerco di sfruttare i voli per l’Italia per fare scalo, andare a vedere il Pisa e ripartire immediatamente, tanto è che in questa stagione ho già fatto tre trasferte: Vicenza, Cremona e Brescia. Purtroppo una sola partita in casa, quella della prima giornata, contro la Spal”.

E puntualmente, a prenderlo e riportarlo in aereoporto, ovunque in Italia, c’è sempre il gemello Lorenzo, anche lui tifosissimo che però vive a Pisa.

Cosa ti manca più dell’Italia Giovanni?
“Dell’Italia – chiosa al momento del saluto – mi mancano gli amici, i parenti che ho lasciato, le cose semplici”.

E non può mancare una battuta sul Pisa: ”È una squadra da A diretta, con un terzino sinistro ed una punta in più come ulteriori alternative da prendere a gennaio, il sogno potrebbe diventare realtà”.

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