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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Renzo Moschini, presidente della provincia di Pisa dal 1970 al 1975 nonché esperto di parchi nazionali. 

 

Pochi giorni fa abbiamo avuto notizia top che per i reati ambientali la Toscana è prima tra le regioni del Centro-Nord: sversamenti inquinanti, incendi dolosi, bracconaggio. Ma si tratta più che di una notizia di una conferma perché da molto tempo sappiamo che, a partire dai nostri parchi e dalle aree protette toscane, tutti i territori sono compromessi e inguaiati da questi reati a cui hanno concorso e concorrono le amministrazioni comunali impegnate nella gestione di quelle aree, che si sono giustificate quasi sempre dicendo che “dovevano farlo” nell’interesse delle loro comunità.

Questo rende ancor più contraddittorio il comportamento e impegno politico istituzionale delle nostre Province che, pur essendo state espropriate delle loro competenze elettive e contando oggi quanto il due di briscola, fanno poco o nulla per avvalersi di una recente legge che offre finalmente qualche possibilità di recupero: legge che di fatto viene ignorata.

Anche la Regione non brilla per il suo comportamento. Basta guardare al dibattito in corso a Pisa, ma anche a Livorno, per il rinnovo dei consigli provinciali nel quale di tutto questo non c’è traccia. Se per le ecomafie, con 2000 reati, la Toscana ha la maglia nera, anche per come propone e discute le sue leggi non ha davvero la maglia rosa.

Ho ricevuto non molti giorni fa alcuni inviti a partecipare alla discussione di un una legge regionale sui parchi. Ho chiesto ai promotori di cosa si trattava. Mi hanno detto che era solo un modifica di quella vecchia. Ma in cosa consiste non lo so ancora sebbene insieme ad alcuni colleghi lo abbia chiesto alla assessora regionale ai parchi ed ai consiglieri regionali eletti a Pisa. Nessuno finora ha risposto… Il segreto resta!

Renzo Moschini

 

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