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C’è una brutta notizia che bisogna registrare. Le terme di Montecatini sono a rischio: è fallita, infatti, la trattativa per l’acquisto da parte del fondo inglese Tax Advisors Limited, che non ha versato neanche la cauzione prevista (100mila euro). Gli inglesi si erano impegnati a investire 60 milioni di euro ma, a quanto sembra, è la pesante situazione debitoria della società che gestisce le terme – pari a circa 34 milioni – ad averli fatti desistere. La palla ora torna alla Regione Toscana e al Comune di Montecatini Terme, che controllano rispettivamente il 66% e il 33% della società cui fanno capo le terme. Il debito è così suddiviso: 25 milioni per mutui, nove milioni suddiviso tra vari creditori.

L’obiettivo è salvare un grande patrimonio turistico nonché storico e culturale, e al contempo i posti di lavoro. L’intenzione dei soggetti coinvolti è evitare il peggio, ossia la vendita a pezzi. Bisognerà capire come. “Regione Toscana – spiega il presidente Eugenio Giani – seguendo gli indirizzi che il Consiglio regionale ha definito nel Piano delle razionalizzazioni delle società partecipate e tenuto conto della grave situazione economico-finanziaria della società, chiederà la convocazione dell’assemblea straordinaria per assumere gli atti necessari ad affrontare lo stato di crisi”.

Un pezzo di storia da conoscere

Grazie ad alcune statuette votive di epoca romana, trovate vicino alle terme Leopoldine, si può ipotizzare che le acque termali di Montecatini fossero conosciute e apprezzate già a quei tempi. Il primo documento in cui vengono espressamente citate tuttavia risale al 1201, in una pergamena lucchese. Sul finire del XIV secolo erano già molto rinomate per le proprietà curative. Lo si evince da una lettera con cui un mercante di Prato chiede al proprio medico per avere notizie sulle acque con cui si curavano alcuni suoi pazienti. Nel 1417, invece, in un trattato del medico e studioso Ugolino da Montecatini, considerato il padre della idrologia moderna, vengono descritti con diversi particolari i benefici derivanti dai bagni di “Monte Catini”: dolori delle ossa e delle articolazioni nonché la cura della scabbia.

Il primo grande stabilimento (Bagno Regio) fu completato nel 1773. Pochi anni dopo sorsero lo stabilimento Leopoldine, nel 1775, e il Tettuccio nel 1779. L’edificio delle “Bibite gratuite” venne costruito, invece, pensando alle persone meno facoltose, a testimonianza del fatto che le terme erano comunque aperte a tutti, anche a chi non aveva grandi disponibilità. Alla fine dell’Ottocento dopo la cessione delle terme ad una società riconducibile ad un politico, l’onorevole Pietro Baragiola, gli impianti furono modernizzati e ampliati e vennero realizzati dei bei giardini, trasformando così Montecatini in una stazione termale all’avanguardia.

L’apice della fama le terme di Montecatini lo raggiungono fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, grazie anche ad alcuni famosi personaggi che decidono di “passare le acque” in questo angolo di Toscana: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Ruggero Leoncavallo e tanti altri. La cittadini diventa sempre più curata e bella, con molte costruzione in stile liberty e luogo amato da intellettuali, artisti e aristocratici in arrivo non solo dall’Italia ma anche dal resto d’Europa. A Montecatini si va per le terme ma anche per trascorrere un piacevole soggiorno, facendo sport, incontrando persone, giocando e divertendosi a teatro o nei circoli più esclusivi.

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