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Quante volte vi sarà capitato di sorridere oppure di avere pensieri tristi rivedendo vecchie foto di famiglia? È come se facessimo un salto indietro nel tempo, con la memoria che si riaccende portandoci in un’epoca lontana. Spesso addirittura neanche c’eravamo e i nostri cari, magari i genitori o i nonni, non erano che ragazzi. Foto in bianco e nero, abiti e tagli di capelli che magari ci strappano una risata, ma ci riempiono il cuore di emozioni.

A Cascina (Pisa) nella Stradina degli Artisti è stata inaugurata una bella mostra di fotografie intitolata “C’era una volta Cascina“. Di cosa si tratta? Nei pannelli appesi di fronte alle mura antiche c’è un bel racconto della Cascina di un tempo passato e di quella attuale: si passa infatti dalle immagini storiche alla fotografia vincitrice dell’ultima edizione del concorso nazionale “Truciolo d’Oro”. Fortemente voluta dall’amministrazione comunale, la mostra è stata realizzata con il contributo di Enzo Conti, Franco Malloggi, Enrico Calvani, Tipografia Bertini e 3C Cinefoto Club Cascina “Silvio Barsotti”.

L’assessore alla Cultura Bice Del Giudice, soddisfatta per l’iniziativa, spiega che “si può sempre fare meglio, magari avremmo potuto aspettare di avere la possibilità di sistemare il muro o ripulirlo. Ma lo faremo e ci diamo appuntamento al 10 dicembre 2022 con altre immagini emozionanti e con il muro rimesso a nuovo. Tanta strada fatta e c’è ancora tanta voglia di farne altra, perché Cascina lo merita”. Su uno dei pannelli esposti anziché una foto è stampata una poesia. L’ha scritta Enzo Conti e si intitola “A Cascina”.

Nel mio andare per le strade, per le piazze, per le chiese, abitare nelle tue case, mi sono accorto di quanto sei bella. A chi ti guarda mostri il tuo passato: torri, mura militari, palazzi e monumenti, simboli di gloria e di grandezza. Ma… sentivo che c’era qualcosa in più. Quando ti sei resa conto di ciò che volevo, da grande maestra che sei, hai preso la mia mano, mostrando le tue ‘bellezze nascoste’, trasportandomi in una dimensione quasi irreale. Ti ho guardato come non avevo fatto mai e la mia macchina fotografica ha inciso le tue immagini più belle. Ora ti voglio dire che… Nel vento che passa lungo le tue vecchie mura, ho sentito la tua voce. Nelle immagini sacre poste sulle facciate, ho percepito la fede della tua gente. Nei monumenti che silenziosi si fanno ammirare, ho visto la tua fedeltà alla Repubblica Pisana. Dalle porte che si affacciano sulle strade, ho sentito il richiamo dei vecchi mestieri, ai quali venivamo avviati fin da ragazzi. Dentro le tue vecchie case, ho capito il duro vivere delle generazioni passate che con dignità portavano il peso di tante privazioni e sacrifici. Ora sono pronto a mostrare il tuo volto; spero di averti fatto un buon ritratto

Enzo Conti (marzo 2001)

 

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