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“Io non so perché, ma ho la sensazione che tu in questo momento mi stia guardando e allora ascolta. La gente qui ti chiama mostro, maniaco, belva, ma in questi anni credo di avere imparato a conoscerti, forse anche a capirti e so, so che tu sei soltanto il povero schiavo in realtà di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Ma tu non sei pazzo come la gente dice, la tua fantasia, i tuoi sogni, ti hanno preso la mano e governano il tuo agire. So anche che in questo momento probabilmente ogni tanto cerchi di combatterli. Vorremmo che tu credessi che noi vogliamo aiutarti a farlo. Io so che il passato ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza. Ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo, se e quando, ti deciderai a liberarti di questo mostro che ti tiranneggia. Tu sai come, quando e dove trovarmi, io aspetterò”. 

Con queste parole, pronunciate  il 4 febbraio 1992 al microfono della trasmissione tv “Detto tra noi”, sulla Rai, il capo della squadra mobile di Firenze, Ruggero Perugini, si rivolse al Mostro di Firenze, che da anni seminava il terrore tra le coppiette. Il super poliziotto che guidò la “Squadra anti mostro” (Sam) dal 1986 al 1992, è morto oggi a settantacinque anni.

Ex carabiniere, Perugini passò nel 1975 in polizia, ottenne una specializzazione in criminologia clinica e si perfezionò all’Accademia dell’Fbi di Quantico, in Virginia (Usa). Fu proprio questa esperienza maturata negli States che segnò il suo rapporto con il caso del mostro di Firenze.

Fu Perugini, con i suoi uomini, a trovare il bossolo nascosto nell’orto di Pietro Pacciani il 29 aprile 1992. Bossolo inesploso di una pistola calibro 22, che riportava la lettera H, proprio come quella del mostro. Elemento, questo, che divenne determinante per la condanna del contadino di Mercatale Val di Pesa. Perugini non credette mai nell’esistenza di un “secondo livello”, ossia di uno o più mandanti dietro i delitti del mostro. Rimase sempre convinto che il killer fosse uno solo.

 

2 Comments

  1. figuriamoci se Pacciani e gli altri due mentecatti erano “il mostro”…..quanto al bossolo, neanche Gastone (il cugino di Paperino) lo avrebbe trovato per caso, con tutta la sua fortuna. secondo voi chi ce l’ha messo? dire che le indagini sono state fatte, per anni e anni, da inquirenti non all’altezza mi sembra evidente

  2. investigaator113 Reply

    interessante! aveva capito cosa e perchè spingeva il mostro di Firenze a uccidere le coppiette che si appartavano, peccato che quelli apprersso non lo hanno capito e quindi si sono fermate le indagini in questa direzione. Una persona con traumi fin dall’infanzia era evidente fin dall’inizio, è stata la sua firma.

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