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Maurizio Ficeli

Nel girone B del campionato di Eccellenza Toscana gioca una nobile decaduta, il Livorno, che ha come avversarie compagini come Armando Picchi, Atletico Piombino, Castelfiorentino, Cenaia, Certaldo, Colligiana, Cuoiopelli, Fratres Perignano, Fucecchio, Ponsacco, San Miniato Basso e Tuttocuoio. Una di queste squadre l’ha affrontata due volte, una in campionato vincendo 3 a 2, l’altra in Coppa Italia di Eccellenza, pareggiando 3 a 3 e in virtù di questo risultato venendo eliminato. L’avversario è il Cenaia, squadra del comune di Crespina-Lorenzana, in provincia di Pisa, nella quale gioca un difensore con un curriculum di prestigio sviluppato fra serie D e serie C. Stiamo parlando di Elia Papini, classe 1996, nativo di Pisa e residente a San Giuliano Terme, a cui fatto questa intervista.

Ciao Elia, grazie per la disponibilità. Sei al Cenaia in Eccellenza dopo aver giocato a livello di serie D e C. Perché questa scelta?
“La serie D, ora come ora, è un campionato dettato da scelte non qualitative ma spesso derivanti dal fatto che deve giocare il giocatore di una certa ‘quota’, poi viene quello che porta i soldi. Non sono stato chiamato da nessuna società della categoria in quanto per il mio ruolo di terzino vengono preferite le ‘quote’, quindi nonostante abbia fatto qualche campionato di serie C in D non mi hanno nemmeno considerato. Mi era quasi venuta l’idea di smettere, poi però sono stato contattato dal Cenaia, società piccola ma che mantiene le promesse, e non ho avuto alcun dubbio nell’accettare questa nuova opportunità. Devo dire che qui sto veramente bene”.

State facendo bene, avete perso con il Livorno in campionato, di misura, ma in Coppa Italia li avete eliminati. Che partite sono state?
“Sicuramente giocare contro il Livorno è sempre un’emozione, nel senso che chiunque gioca contro gli amaranto ci mette sempre qualcosa in più. Noi abbiamo preparato e giocato la partita per le nostre qualità, come facciamo sempre con chiunque. In campionato abbiamo perso con loro di misura ma abbiamo giocato una delle nostre migliori partite, in Coppa lo stesso, siamo andati lì a viso aperto, abbiamo messo il cuore oltre l’ostacolo e siamo riusciti a fare 3 a 3 ed a passare il turno”.

Poi tu ci avrai messo anche un pizzico di rivalità campanilistica visto che sei pisano, vero?
“Ti dico la verità, non sento troppo questa rivalità fra Pisa e Livorno, non avendo mai vissuto la città e non essendo tifoso del Pisa al 100%, come altri miei amici che vanno sempre in Curva Nord. Avendo giocato la domenica in altre società calcistiche d’Italia non ho mai vissuto Pisa come città e la curva come tifoseria, anche se mi fa piacere quando vince il Pisa, sono pisano anche io”.

Adesso parliamo del Livorno, che squadra hai incontrato e quale atmosfera hai trovato all’Armando Picchi?
“Il Livorno non ha bisogno di presentazioni perché giocatori come Torromino, Vantaggiato, Bellazzini, Ghinassi, Gargiulo fanno parte di una rosa fuori categoria. Detto questo noi siamo andati lì senza stare a guardare troppo contro chi giocavamo, perché se si ha paura per i nomi schierati dalla squadra avversaria allora non si giocherebbe nemmeno. Ghinassi lo conosco bene per averlo affrontato come avversario in D oltre ad averlo avuto come compagno in serie C ed è un extralusso. Trovare poi il Livorno in Eccellenza fa un effetto un po’ strano, loro sono primi e sono una grande squadra ma con noi in Coppa hanno un po’ tentennato. I gol li subiscono, il campionato è lungo, vedremo come andrà a finire”.

Comunque, detto questo, vedi chiaramente favorito il Livorno, ma c’è un’altra squadra nel girone che ti ha impressionato?
“Togliendo il Livorno, che farà un campionato a sé, tutte le squadre con cui ho giocato contro mi hanno fatto una buona impressione. Penso ad esempio ai Fratres Perignano, sopra di noi in classifica e forti: lo scorso anno hanno perso la finale, poi con il Livorno in questo campionato hanno pareggiato, malgrado avessero sbagliato un rigore. Poi c’è la Cuoiopelli che ha Falchini là davanti, in D era un pezzo da novanta. Il Ponsacco ha in attacco Tavano e Coralli. Insomma, ci sono signore squadre. Verso marzo sono davvero curioso di vedere chi sarà in testa”.

Veniamo a te, Elia. Hai delle ambizioni per il futuro anche a livello extracalcistico?
“Mi sto mettendo un po’ l’animo in pace, questo non vuol dire che non ho più ambizioni, ma sono arrivato al punto di non poter aspirare a qualcosa di più. Sono venuto a Cenaia e sono rimasto molto colpito dall’ambiente che ho trovato qui e spero di rimanerci più a lungo possibile, perché questa è una società piccola ma molto seria. Personalmente poi sto coltivando la passione per intraprendere l’attività di parrucchiere, facendo la scuola specifica, per cercare in seguito di aprire una attività post calcio. È una passione mia personale che spero di realizzare al più presto”.

Maurizio Ficeli

Foto in alto e in basso: il Cenaia che festeggia all’Ardenza per aver eliminato il Livorno (Maria Angela Ciucci)

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