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Il mondo del “food delivery” (consegna cibo a domicilio per chi detesta l’abuso della lingua inglese) fa parte in modo sempre più forte delle nostre vite. Nel panorama dei grandi gruppi che si affrontano ogni giorno per conquistare maggiori fette di mercato consegnando pasti nelle nostre case (o negli uffici), c’è una novità interessante: si chiama Robin Food delivery, una nuova realtà messa in piedi da un gruppo di fattorini di Firenze. Il nome, Robin, fa già capire l’aspetto sociale dell’iniziativa: si tratta infatti di una cooperativa che si occupa di consegnare cibo a domicilio ma che, al contempo, intende porsi come alternativa ai colossi del settore. Al primo punto del proprio programma mette “la democrazia sul posto di lavoro e la dignità del lavoratore, senza trascurare l’economia locale e il territorio”.

La differenza fondamentale con cui quelli di Robin Food vogliono distinguersi dai loro competitor è quella etica: “Vogliamo assumere tutti i rider fornendo loro una paga dignitosa e un contratto da dipendente – si legge sul loro sito -. Inoltre terremo corsi di formazione per far conoscere il codice stradale e le norme igieniche alimentari”. E un approccio, dal punto di vista commerciale, che mira a un forte legame con il territorio: “Vogliamo creare una rete di collaborazioni con aziende locali per creare una economia circolare che nasce e resta nel territorio”.

L’avventura inizia ufficialmente il 10 novembre. Se tutto andrà come auspicato il giro, per ora limitato solo ad alcune zone di Firenze, si estenderà. I seimila euro raccolti grazie a un crowdfunding serviranno ad acquistare bici elettriche per i fattorini. Un modo per velocizzare e fare più consegne. Ingredienti indispensabili se davvero si ambisce a fare concorrenza ai colossi del settore.

Al momento sono solo dieci i ristoranti da cui sarà possibile acquistare. La piattaforma a cui bisognerà collegarsi per gli acquisti è legata a CoopCycle, una cooperativa internazionale. Da Robin Food assicurano: niente turni massacranti per i fattorini. I cibi che potranno consegnare non saranno molti, almeno all’inizio. E non ci sarà neanche il famigerato algoritmo per massimizzare i risultati. Vedremo più avanti come andranno le cose.

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