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Le città d’arte, si sa, vengono regolarmente prese d’assalto dai turisti. Se questo è un bene perché muove l’economia, indubbiamente ci sono degli aspetti negativi, soprattutto per chi vi abita. È un aspetto molto delicato di cui gli amministratori locali devono tenere conto. I problemi sono tanti: l’aumento esponenziale dei b&b, i pullman dei turisti, le strade del centro affollate all’inverosimile, il traffico e lo smog (ma questo non è colpa solo dei turisti!). La tendenza generale vede la fuga dalla città: nel senso che molti decidono di trasferirsi fuori dal caos, per vivere con più tranquillità. E una città che perde abitanti, soprattutto nel centro storico, non è una città che gode di buona salute. Qualcosa bisogna fare, prima che sia troppo tardi.

Durante un convegno organizzato da Confcommercio sulla Firenze del futuro e la rigenerazione urbana, il sindaco Dario Nardella ha lanciato la sua idea: “Per tutelare il valore della nostra città e imprimere una svolta positiva dopo la pandemia, ho pensato di lanciare una proposta di legge di iniziativa popolare con l’obiettivo di salvare l’identità dei centri storici delle città italiane”.

Cosa avrà in mente il primo cittadino di Firenze? La prima cosa, come lui stesso spiega, è ottenere più poteri. “È necessario dare più strumenti ai sindaci che oggi, dopo le liberalizzazioni del 1998, non hanno più alcun potere nel governare il fenomeno del commercio. Ho pensato quindi a una proposta di legge che si basa su tre obiettivi principali: dare ai sindaci strumenti per regolare il commercio che è in balia di una totale deregulation in virtù delle liberalizzazioni; avere strumenti, come in diverse città europee, per regolare il fenomeno degli affitti turistici brevi per evitare una concorrenza sleale alle imprese ed evitare la trasformazione incontrollata di residenze private in residenze turistiche; e avere strumenti per intervenire sugli edifici abbandonati e degradati per favorire la residenza e la riqualificazione storica anche degli edifici privati nei centri storici”.

Nardella sa bene che è una battaglia che non può fare da solo, per questo cerca di fare rete in modo trasversale. “La raccolta di firme inizierà a gennaio e da domani coinvolgerò i sindaci, prima di tutto delle città d’arte. Spero che diventi una battaglia di tutti i sindaci italiani”. Sentirà dunque i sindaci di Roma, Venezia, Napoli, e non solo…

L’obiettivo, essendo una proposta di legge di iniziativa popolare, è raggiungere 50 mila firme, che specie con la possibilità di usare la firma digitale sembra un gioco da ragazzi. Ovviamente più firme raccoglieranno e maggiore sarà la pressione in grado di esercitare sul Parlamento.

Ma quali poteri in più vorrebbe il sindaco di Firenze? In primo luogo quelli che permettano “contingentamento, localizzazione e conformazione qualitativa delle autorizzazioni commerciali, in relazione ai bisogni dei cittadini, anche prescindendo dalle esigenze di tutela del patrimonio culturale”. Nardella spinge poi per una norma ad hoc sull’Airbnb, il potenziamento delle iniziative di housing sociale e ad altre agevolazioni alle giovani coppie che intendano trasferirsi in centro.

Il turismo porta ricchezza, ma le città non possono vivere solo di turismo. Questo ormai è assodato. Vedremo se i sindaci riusciranno a fare rete e cosa proporranno nello specifico.

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