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A Livorno la sera del 15 settembre scorso se la ricordano in molti. Si videro scene da far west, con spranghe, coltelli e regolamenti di conti in pieno centro. Dopo alcune settimane di indagini venti persone sono state identificate e denunciate, tra Livorno e Bergamo.

Decisive le analisi dei filmati registrati da impianti di videosorveglianza e smartphone da parte dei cittadini che vivono nella zona.  Nei giorni immediatamente successivi ai fatti erano state perquisite cinque persone, con il sequestro di alcune armi verosimilmente utilizzate negli scontri, tra cui un machete ed una pistola a salve. Ritrovata anche una delle auto usate dagli indagati, al cui interno vi era una mazza da baseball con tracce di sangue.

Ma cosa scatenò quella violenza? Secondo quanto ricostruito dai carabinieri furono due gruppi di  extracomunitari a scontrarsi, molti dei quali con precedenti in materia di stupefacenti, otto domiciliati in provincia di Bergamo. Dopo le perquisizioni, effettuate nei giorni scorsi, sono state trovate e sequestrate tre spade ed una daga con lame lunghe fino a 64 cm, nonché alcuni indumenti che potrebbero essere stati indossati durante gli scontri. Tre soggetti sono stati accompagnati presso i Centri di permanenza per il rimpatrio di Torino e Palazzo San Gervasio (PZ) per essere avviati all’espulsione dal territorio nazionale.

Nei confronti di altri cinque è stato notificato il “Divieto di accesso in aree urbane”, il cosiddetto ”Daspo urbano” emesso dal Questore di Livorno. Quattro i “fogli di via obbligatorio” dal comune di Livorno.

Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato perché trovate in possesso di circa 10 grammi di cocaina, di hashish, un bilancino di precisione, materiale utile al confezionamento e 240 euro in contanti, verosimilmente provento di spaccio.

 

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