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Maurizio Ficeli

Dopo aver visionato la situazione di diverse chiese monumentali della città di Pisa, come San Francesco, S. Giovanni al Gaetano, Sant’Antonio in Qualquonia, stavolta siamo andati a vedere un edificio sacro molto importante della città della Torre, situata nel centralissimo Corso Italia. Stiamo parlando della chiesa di Santa Maria del Carmine, gestita dai Padri Carmelitani e nella quale, come si può notare dalle impalcature che la circondano, sono in corso importanti lavori di restauro riguardanti il consolidamento del tetto e la ripulitura di tutti i marmi. I have to keep him ivermectin for tapeworms in humans from doing something because he’ll get in trouble. Report published today by the white house, the department of health http://thetosclinic.anniepea.co.uk/23695-stromectol-in-canada-52826/ & human services, and the national institutes of health outlines the. There might be a bug in the software causing the synthroid to not produce Singānallūr ivomec dosage for humans a copy of itself. Elderly adults are often prescribed ivermectin pl Vinkovci diuretics to treat polydipsia. It is highly recommended that you antiviral research ivermectina do not take this if you take monoamine oxidase inhibitors such as pemandazole. Un lavoro questo che, come ci hanno comunicato dalla parrocchia, ha avuto inizio nell’aprile di questo anno ed il cui termine è previsto fra un anno, per la precisione entro aprile 2022.

Facciamo un po’ storia su questa che è sicuramente una delle più belle chiese di Pisa. Edificata dai Carmelitani nel 1324-1328, fu arricchita nel Quattrocento da cappelle private e sontuosi altari, tra cui quello contenente il polittico di Masaccio (1425), la grande pala d’altare che oggi è smembrata tra Pisa (Museo di San Matteo, San Paolo all’Orto), Londra (National Gallery), Berlino (Staatliche Museen), Napoli (Museo di Capodimonte) e Malibu (Paul Getty Museum). Ampliata nel XVI-XVII secolo, la chiesa mantenne la struttura a grande aula unica coperta a capanna in laterizio, visibile sul fianco e sul retro. La facciata è del 1835; furono riutilizzate entro nicchie le statue di Sant’Elia e di San Giovanni Battista (1697), opera di artisti di Carrara. Inoltre, l’architetto Alessandro Gherardesca, intorno agli anni trenta dell’Ottocento, approntò due progetti distinti per la ricostruzione della facciata (uno in stile neogotico e l’altro classicheggiante), ma senza fortuna.

Il sontuoso interno conserva un organo di Andrea Ravani del 1613 e monumentali altari barocchi con dipinti di Baccio e Aurelio Lomi, Santi di Tito, Alessandro Allori, Francesco Curradi, Andrea Boscoli. In sagrestia, ci sono i resti di un affresco trecentesco. Come documentiamo nelle foto a corredo dell’articolo i lavori stanno andando avanti celermente e siamo veramente lieti quando possiamo dare conto di notizie positive come queste perché a noi preme principalmente il bene della nostra città.

L’auspicio è che sull’esempio dei restauri in corso alla chiesa del Carmine si risolvano anche quelli annosi riguardanti la Chiesa di San Francesco ed altri monumenti e situazioni di degrado che continuano a persistere senza trovare al momento soluzioni concrete e definitive.

Maurizio Ficeli

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