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Per chi visita la Maremma una tappa obbligata è Saturnia, per vedere le famose e fotografatissime cascatelle (o cascate del mulino). Un luogo davvero interessante, con tante piccole piscine naturali con acqua sulfurea che scorre alla temperatura di 37°. Le proprietà benefiche sono diverse, specie a livello dermatologico ma non solo. Il paesaggio, inoltre, è davvero incantevole.

Purtroppo l’ho visitato in un periodo di eccessivo affollamento, con tante, troppe persone. Un “cicciaio” (carnaio),  per usare un termine colorito. Per questo mi sono trattenuto poco, forse neanche un’ora, il tempo di fare qualche foto, da varie angolazioni, e “assaggiare” l’acqua. Nonostante i cartelli invitassero a rispettare le distanze, causa Covid, era davvero difficile tenersi a debita distanza dalle altre persone, specie negli spostamenti tra le varie vasche.

Mi è sorta una domanda: si potrebbe gestire questo luogo in modo più intelligente e meno caotico?  Forse sì, se si istituisse il numero chiuso, con un tempo di permanenza massimo dopo il quale far uscire tutti, agevolando l’ingresso di altri visitatori. Certo, occorrerebbe il personale per gestire l’accoglienza e il rispetto delle regole (soprattutto i tempi massimi per la sosta), ma con un biglietto di pochi euro siamo certi che non sarebbe difficile coprire le spese necessarie, specie nei periodi dell’anno con maggiore afflusso di turisti.

Ogni giorno migliaia di persone arrivano per ammirare le cascatelle e parcheggiano l’auto in una grande area di sosta a pagamento che definire polverosa è un eufemismo (e non osiamo immaginare cosa diventi quello sterrato quando piove). Siamo sicuri che tutti i visitatori, ma proprio tutti, sarebbero disposti a spendere qualche euro per un’esperienza di maggiore qualità, dal parcheggio al bagno nelle acque sulfuree di Saturnia.

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