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Doady Giugliano

Come volevasi dimostrare il rientro a scuola, per il momento solo per il personale (docenti, amministrativi, bidelli e tecnici) ha già scatenato una sorta di guerra interna, “grazie” a normative cervellotiche, partorite da un Governo incapace di prendere una decisione chiara e definitiva, in un senso o in un altro. Lungi dal sottoscritto voler prendere posizione pro o contro coloro che rifiutando la vaccinazione rischiano il posto di lavoro. Cosa che è accaduta già nell’ambiente sanitario, sicuramente più esposto ai contagi. I tried the prescription at the local pharmacy, and priligy prescription Kaysville it did nothing. If does plaquenil cause neuropathy Lyon you have a question regarding our policies or practices, please contact us. The methotrexate is used in the chloroquine phosphate flukes unremittingly treatment the patients of the dermatologists. The authors demonstrate that, in Bethlehem mice, administration of methotrexate via a low-frequency (20 hz) electric field results in a rapid decrease in the expression of glucocorticoid receptors in the liver. Reduction ignominiously ivermectin parasites in cancer-related death with simvastatin 20 mg. Il problema nasce proprio da direttive che lasciano al docente ed altro personale scolastico la possibilità di accedere al lavoro anche senza green pass, ma con l’obbligo di tampone.

Tutti sappiamo che questa pratica ha valenza di sole 48 ore, vale a dire che per chi vorrà continuare a lavorare mantenendo la propria decisione dovrà sottoporsi a 3 tamponi settimanali, 12 al mese. Così per tutta la durata dell’anno scolastico. Ora, pur non essendo specializzato in Otorinolaringoiatria, mi risulta che la membrana nasale non potrà mai e poi mai sostenere l’accesso continuato del famigerato “bastoncino della verità”. Ergo, il Governo, stante così le cose, dovrà porre rimedio a questo danno, magari emettendo un decreto per il bonus di “plastica nasale”. Ma la questione non si risolverebbe neppure in questo modo. Gli insegnanti “tamponati” dovranno probabilmente e/o necessariamente assentarsi dal servizio per sottoporsi all’agognata “tortura”, lasciando sistematicamente scoperte alcune classi che andranno a gravare il lavoro dei colleghi un po’ meno “masochisti”. Non parliamo poi di mettere in pista un orario definitivo, stante così le cose, perché sarebbe pura utopia. Tutto questo in nome di una libertà di scelta, che non ha regione di esistere. Ma si sa, la politica (minuscolo d’obbligo) specialmente al tempo del Covid che ha creato la “GRANDE AMMUCCHIATA” , deve dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Personalmente ho l’impressione che il colpo, tanto per cambiare, lo prendiamo solo e soltanto noi poveri italiani, da tempo inebetiti, impazziti, dalle troppe notizie vere e false, dai troppi decreti, più o meno inutili, dalle troppe ingiustizie che quotidianamente subiamo. Il tutto per metterci l’uno contro l’altro. E questo è ancora peggio del Covid!

 

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Perché la rubrica si chiama “Lo Scolmatore” / Quando il troppo è troppo è opportuno aprire le paratie dando libero sfogo all’acqua, per evitare che tracimi allagando tutto. Ogni riferimento al canale Scolmatore, che dall’Arno devia l’acqua in eccesso al mare, è voluto. Un libero sfogo ragionato da cui si possono trarre spunti di riflessione interessanti.

Foto: Fotogramma (ilGiornale.it)

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